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Siracusa, laboratori di arte contemporanea con Antonio Riello al Museo Paolo Orsi

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Al via tre giorni di laboratori contro la “Sindrome della Muraglia Cinese”. L’artista: «Chi vive accanto alle grandi realtà storiche tende a trascurarle, vogliamo restituire ai giovani lo sguardo della scoperta»

Da martedì 15 a giovedì 17 giugno, il Museo Paolo Orsi di Siracusa ospiterà “La Sindrome della Muraglia Cinese”, un’innovativa iniziativa ideata e guidata dall’artista di fama internazionale Antonio Riello.

Il programma si rivolge specificamente alle studentesse e agli studenti delle scuole medie dell’Istituto Comprensivo “Giuseppe Lombardo Radice” di Siracusa. Il percorso formativo, reso possibile grazie alla stretta collaborazione della professoressa Edda Cancellieri, si articolerà in una serie di visite guidate speciali all’interno delle sale espositive, seguite da workshop interattivi e laboratori creativi.

L’obiettivo centrale dell’iniziativa non è quello di tenere tradizionali lezioni accademiche di archeologia, ma di attivare la curiosità dei ragazzi attraverso le pratiche e i linguaggi propri dell’arte contemporanea.

Il progetto prende il nome da un paradosso sociale teorizzato dallo stesso artista. Il Museo Paolo Orsi rappresenta la realtà museale più importante della Sicilia per i manufatti della Magna Grecia e un punto di riferimento globale per la conoscenza del mondo ellenico nel Mediterraneo. Tuttavia, la vicinanza quotidiana a monumenti di straordinario valore può generare assuefazione.

I concetti chiave alla base del progetto di Riello:

  • L’effetto abitudine: chi vive accanto a grandi complessi artistici tende inconsciamente a trascurarli, considerandoli una ovvietà rispetto ai turisti che arrivano da lontano;

  • La metafora della Muraglia: gli abitanti che risiedono a ridosso della Muraglia Cinese tendono a ignorarla nella vita di tutti i giorni;

  • La rigenerazione dello sguardo: i laboratori nascono per rompere questa barriera psicologica, restituendo ai più giovani lo sguardo vergine di chi scopre un reperto per la prima volta.

Per l’occasione, Antonio Riello ha realizzato una serie esclusiva di disegni su carta ispirati ai reperti archeologici siracusani, che verranno ufficialmente donati all’istituzione museale. Questi lavori grafici (tra cui le opere “Greco” e un disegno ispirato a un busto della collezione) costituiscono il punto di partenza degli incontri: l’artista ha scelto di rigenerare in chiave contemporanea le antichità, creando un ponte tra passato e presente.

Sarcasmo, ironia ed eclettismo sono le cifre stilistiche che da sempre caratterizzano l’esplorazione antropologica di Antonio Riello, un autore affascinato dai paradossi della società occidentale che ama definirsi “un domatore di idee che lavora nel generoso circo dell’Arte Contemporanea”.

Le tappe principali della sua carriera internazionale:

  • I pionieri del digitale: nel 1996 ha realizzato Italiani Brava Gente, il primo videogioco d’artista interamente progettato ed europeo;

  • Le grandi mostre: ha esposto in prestigiose sedi mondiali, tra cui la 54ª e la 57ª Biennale di Venezia, lo State Hermitage di San Pietroburgo, la Kunsthalle di Vienna, il Mart di Rovereto e le Quadriennali di Roma;

  • La didattica transnazionale: ha tenuto seminari in atenei d’eccellenza come la Oxford University, il Royal College di Londra, l’Università di Padova, la Ca’ Foscari di Venezia e le Accademie di Brera e Bologna;

  • L’impegno nel sociale: ha prestato servizio come volontario in progetti di art therapy presso il Mapp di Milano e il Dynamo Camp Art Factory.

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