Il coordinatore cittadino Paolo Romano richiama la sequenza di avvicendamenti alla guida della Fondazione negli ultimi anni e chiede al Ministero della Cultura di fare luce sulle reali motivazioni
Poco più di un anno dopo il suo insediamento, il sovrintendente della Fondazione Inda, Daniele Pitteri, ha rassegnato le dimissioni nei giorni scorsi. E non sono mancate le polemiche, soprattutto quelle sollevate dalla politica che gettano ombra su quanto accaduto.
Pitteri era stato nominato dal Ministero della Cultura nel marzo 2025, al termine di una procedura di selezione. Prima di lui, nel febbraio 2024, si era conclusa in anticipo l’esperienza della sovrintendente Valeria Told, insediata appena l’anno precedente, che in quell’occasione aveva parlato di un aspetto formale legato al contratto con il Consiglio di amministrazione. Ancora prima, nel 2022, si era chiuso senza rinnovo l’incarico di Antonio Calbi.
Sulla vicenda interviene Paolo Romano, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Siracusa, che pone una serie di interrogativi sulla stabilità della guida della Fondazione. Nel comunicato diffuso alla stampa, Romano dichiara: “Quante dimissioni ancora prima di interrogarsi sulle ragioni?”.
Il coordinatore cittadino sottolinea che tre figure diverse, in tre circostanze diverse, portano oggi a una domanda che ritiene inevitabile: se esista un problema strutturale nel rapporto tra il sovrintendente e il Consiglio di amministrazione della Fondazione. Romano precisa di non voler emettere sentenze né attribuire responsabilità personali, ma di chiedere chiarezza, trasparenza e responsabilità istituzionale su un ente che considera un patrimonio della città e dell’intero Paese.
Tra le richieste avanzate ci sono le motivazioni reali che hanno portato alle dimissioni di Pitteri, l’eventuale esistenza di divergenze gestionali tra sovrintendenza e CdA, l’adeguatezza dell’attuale modello di governance nel distinguere ruoli e competenze, e le garanzie che si intendono adottare affinché il prossimo sovrintendente possa operare con stabilità e autonomia. Romano solleva anche la questione del ruolo che Siracusa dovrebbe avere nelle scelte strategiche di un’istituzione che porta il nome della città nel mondo.
Fratelli d’Italia precisa di non voler sostituirsi agli organi della Fondazione né condizionare le future decisioni del Ministero, ma chiede che prima di individuare un nuovo sovrintendente si comprendano le ragioni per cui, negli ultimi anni, chi arriva alla guida dell’Inda fatica a portare a termine il proprio mandato.











