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…laico e sessuale dell’ebreo errante
[/vc_column_text][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/YrLk4vdY28Q”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Chissà perché la suonano in chiesa per Natale e nelle feste comandate questa song che racconta delle debolezze umane dalla Bibbia ai giorni nostri, che ruota attorno ai laici dubbi sulla divinità e sul suo messaggio, che è un inno all’amore carnale e alle sue ferite.
Fanno bene a suonarla in chiesa per Natale e nelle feste comandate perché è una canzone bellissima, profondamente religiosa a suo modo, scabrosa nel narrare di Davide che suonava la cetra e componeva un “Hallelujah” anche se a Dio la musica non interessava, il re Davide che s’innamorò di Betsabea guardandola fare il bagno al chiaro di luna e per lei commise il sommo peccato, l’adulterio. Scabrosa perché per amore Sansone si fece convincere da Dalila a rivelargli il segreto della sua forza e, col taglio dei capelli, segnò il suo destino.
Leonard Cohen, ebreo canadese, uno dei più grandi cantautori e poeti della musica popolare moderna ha scritto questa song con un testo interminabile che lui e i molti che l’hanno cantata dopo di lui hanno plasmato secondo le personali inclinazioni o l’ispirazione del momento. Memorabili le cover di John Cale e di Jeff Buckley che hanno contribuito in maniera decisiva (assieme a Bob Dylan che la cantava nei concerti) a rendere questo brano celeberrimo.
La songoftheday di oggi in realtà non è una mia idea ma una richiesta di Marco de Bosichi, mio vecchio amico veneto che, memore delle cose ignobili e anarchiche che facevamo quando eravamo militari a Pordenone, ha deciso di nobilitare questa triviale rubrica con la sezione “richieste”.
Hallelujah a Marco e a tutti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











