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Il giovane Luca spiegò che “ci vuole un fisico bestiale”

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/F_p6Y0hx9q0″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Sembra un ragazzino Luca Carboni nel video di quella che è probabilmente la sua canzone più famosa. Aveva trent’anni e stava approdando all’apice del successo con una song diversa dal suo mood, più romantico ed emozionale. Ma il “fisico bestiale” entrò nella testa di tutti perché diceva in modo semplice, veloce, accattivante cose verissime che tutti pensiamo, che ci vuole un fisico per resistere agli urti della vita, per digerire quello che leggi sul giornale (oggi forse ancora più che ai tempi di questa song del ’92, uscita alla vigilia di tangentopoli) e qualche volta anche alla sfiga.

La song è una collana di mantra esistenziali, banali ma veri e musicali:

“Ci vuole un fisico bestiale, sai, speciale, sai
Anche per bere e per fumare, sai, fumare sai,”

“Ci vuole un fisico bestiale
Per stare nel mondo dei grandi
E poi trovarsi a certe cene
Con tipi furbi ed arroganti”

E c’è anche un mantra profetico:

“Ci vuole un fisico bestiale
Il mondo è un grande ospedale
E siamo tutti un po’ malati
Ma siamo anche un po’ dottori”

E comunque aveva ragione Luca che ci vuole un fisico bestiale “perché siam barche in mezzo al mare”[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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