[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/LHCwwle9K9c”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Questa non la conoscete. Cioè o stavate a Roma nel 1978 e ascoltavate le prime radio libere, oppure è praticamente impossibile che abbiate sentito questa song. Il video che vi propongo (che in realtà non è un video ma solo l’audio della canzone) conta ben 8845 visualizzazioni di cui una decina sono le mie: praticamente è un video clandestino. Però “Cinecittà” è una canzone deliziosa, sottile e feroce. Meno accattivante e aggressiva de “I soliti sassi” (cercatela su youtube) di un paio d’anni prima, ma con un tono beffardo eppure in qualche modo orgoglioso della vita aspra e sregolata di un quartiere che era in quegli anni il simbolo della Roma sud, lontanissimo dal centro in tutti i sensi. Oggi è diverso; è una zona “normale”. Altri quartieri hanno soppiantato da tempo Cinecittà nella lista dei luoghi poco raccomandabili.
Roberta d’Angelo nel 78 era una ragazza di 22 anni, originaria di Marsala ma romanissima da sempre, diplomata al conservatorio in pianoforte, che operava nell’ambiente cantautorale “femminile” di quegli anni anni.
“Cinecittà” è una song ispiratissima e sarcastica che in qualche modo rivendica una “verità” e una “autenticità” romana delle periferie.
“Cinecittà, che bella città nella città,
Cinecittà
non c’è niente di divertente da fare
se non stare ad aspettare
e guardare quelli che al centro prendono di tè
affermando che:
“Abitare a piazza Navona è una questione di atmosfera
Specialmente la sera, la sera, la sera”
Abitare a Cinecittà invece è una questione di…
Abitare a Cinecittà invece è una questione di…
Fedeltà”
Uno di questi giorni vi propongo anche una strepitosa Mannoia di quegli anni che manco ve la immaginate. Intanto godetevi la D’Angelo[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











