“Quale allegria”, ovvero l’emozione infinita di Lucio

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/UlI1yQLkoJo”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Eravamo in cinque ieri pomeriggio alle 16,30 nella sala 8 del Cinema Lux di via Massaciuccoli a vedere “Per Lucio”. C’era una signora anziana (più anziana di me intendo) con una badante o forse una nipote seduta una paio di file avanti. C’eravamo Giorgio ed io. C’era una donna, a occhio mia coetanea, solitaria e segaligna, un paio di file dietro di noi.

Il film vedetelo se capita. Racconta di Dalla, diciamo dalle origini a “Come è profondo il mare”. Come spesso in questi casi sono perplesso: molte chiacchiere e poca musica, ma io con i miei idoli sono esigente e pretenzioso e non è che possono fare i film come vorrei io perché sono fissato con Dalla, De Andre e via dicendo.

Verso la fine è entrata all’improvviso una delle song che preferisco, che amo di più, che secondo me racconta la vita e l’amore e tutto il resto con una straordinaria disincantata autenticità.

Una canzone sugli amori impossibili…

“Quale allegria
Se ti ho cercato per una vita senza trovarti
Senza nemmeno avere la soddisfazione di averti
Per vederti andare via”

…o solo sugli amori che cambiano…

“Quale allegria
Se non riesco neanche più a immaginarti
Senza sapere se strisciare se volare
Insomma, non so più dove cercarti”

…o sulla vita che scorre via….

“Con allegria
Far finta che in fondo in tutto il mondo
C’è gente con gli stessi tuoi problemi
Per poi fondare un circolo serale
Per pazzi sprasolati e un poco scemi”

O sulla vita che poi ti rende attore di finzioni.

“Facendo finta che la gara sia
Arrivare in salute al gran finale”

Non sai quanto ti capisco, caro Lucio.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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