[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/RYnLRf-SNxY”][vc_column_text]L’ho risentita ieri sera in macchina tornando dal mare e subito ho ripensato a questo video che costò l’arresto ai sei ragazzi che vi compaiono perché ritenuto oltraggioso per la morale, anche perché le ragazze vi appaiono senza il velo che copre il capo, obbligatorio in Iran.
Era il 2014 e in tutto il mondo, in tutte le capitali – ma anche nelle piccole città di provincia come Siracusa – si girarono videoclip con ragazzi e adulti del luogo con quest’inno alla felicità che attraverso la musica univa città e continenti.
La song. “Happy” di Pharrel Williams (850 milioni di visualizzazioni su youtube per il video originale) era inserita nella colonna sonora di “Cattivissimo me 2” (c’è anche una versione del video con i minions che ha fatto 90 milioni di visualizzazioni) ed è stato un successo internazionale anche grazie ai video locali “virali” che sono stati prodotti in tutto il mondo.
Anche dove non si poteva essere “happy” come a Teheran, culla di una delle più alte, evolute, raffinate, sofisticate e colte civiltà del mondo, finita, per autonoma scelta democratica dei suoi cittadini, sotto il regime teocratico degli ayatollah.
Ma siccome non si è evoluti, colti, sofisticati, raffinati per niente, i ragazzi della capitale persiana hanno fatto un video allegro e divertente, un balletto come i loro coetanei di tutto il mondo che nonostante il regime lo abbia ovviamente boicottato e vietato ha fatto 2 milioni e passa di visualizzazioni.
Hanno fatto questo video e sono stati arrestati.
Spero ora, sette anni dopo, siano liberi e felici come cantavano nella canzone.
Perché lo sappiamo che ancora oggi “shareef don’t like rock the casbash”. Ma sappiamo anche che “rock never die”. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











