L’indimenticabile e dolente “Luka” di Suzanne Vega

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Nel 1987 uscì questa song di una cantante da noi sconosciuta. Fu un colpo di frusta, una finestra aperta sul cortile di un mondo di cui la musica prima non s’era mai occupata (e se ne occupò pochissimo anche dopo), una finestra dalla quale Suzanne Vega, cantante californiana ma cresciuta a New York, ci mostrava uno squarcio di vita verissima e dolente.

“Luka” è la storia, raccontata in prima persona, di un bambino che subisce violenze e forse abusi. Luka racconta la sua storia, o meglio cerca di nasconderla a una vicina di casa che abita proprio sotto casa sua e quindi inevitabilmente sente ciò che accade a casa di Luka:

My name is Luka

(Mi chiamo Luca)

I live on the second floor

(Abito a secondo piano)

I live upstairs from you

(Proprio sopra casa tua)

Yes I think you’ve seen me before

(Si, penso che tu mi abbia visto qualche volta)

If you hear something late at night

(Se senti qualcosa la notte tardi)

Some kind of trouble, some kind of fight

(Qualcosa tipo problemi o litigi)

Just don’t ask me what it was

(Ti prego, non chiedermi cos’è successo)

Just don’t ask me what it was

(non chiedermi cos’è successo)

Just don’t ask me what it was

(non chiedermi cos’è successo)

Suzanne ha aperto la sua finestra perché, come cantava il vate Lolli, “i poeti aprono sempre la loro finestra anche se noi diciamo che è la finestra sbagliata”.

Grande song, grande Sunzanne.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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