Aiello: “Incendi nei luoghi Iblei sono stati un colpo al cuore”

condividi news

Oltre la Lucarelli che riaccende i riflettori sulla spazzatura nelle strade provinciali, ritorniamo ai territori distrutti dalle fiamme, spesso abbandonati.  È stata un’estate difficile per amministratori e amanti della natura, oltre che per gli operatori turistici che puntano proprio sulla bellezza dei luoghi iblei, dei borghi e delle.produzioni d’ eccellenza. Ad alzare il tono anche il vicesindaco di Palazzolo che tanto ha puntato sul turismo dei luoghi, sul naturalismo e quello esperienziale. L’ incendio di Buccheri, poi quello di Calaforno – spiega Aiello -e i tanti in tutti gli Iblei sono stati un colpo al cuore. Quando ci chiediamo il perchè delle temperature, delle emergenze sanitarie, degli animali in estinzione, del paesaggio che si trasforma in peggio ecco la risposta. Non serve lo stato di emergenza, serve lo STATO per il controllo del terrritorio e la RICOSTRUZIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO, distrutto dal GOVERNO RENZI e il rilancio del nostro, quello regionale, con il cambio generazionale degli operai e una tutela che sia 365 giorni l’ anno. Altrimenti la cura del creato resterà uno slogan da comizio e una mano sulla coscienza per prendersi la comunione in chiesa la domenica”.Un habitat messo a dura prova con colonie di Ricci, scoiattoli, volpi, ghiri, conigli. Sono stimati in oltre 20 milioni gli animali selvatici arsi vivi negli incendi boschivi che hanno colpito l’Italia, soprattutto al Sud, dall’inizio dell’estate.

“Senza contare – continua- la sentieristica andata persa, aree per escursioni cancellate. Viviamo in un’ isola fantastica, dove si potrebbe vivere di turismo naturalistico ed esperienziale per 180 giorni l’anno e ne abbiamo le prove con la vicina valle dell’Anapo, i mulini ad acqua, le antiche concerie e ancora i laghetti di Cassibile per arrivare all’ Etna, alle splendide aree protette marine. Ma ognuno deve contribuire a salvare il salvabile. Piccoli gesti quotidiani, come non abbandonare la spazzatura nelle arterie provinciali e un migliore uso delle risorse. Perchè questa è la nostra casa e dobbiamo farci vivere i nostri figli. E non abbiamo tanto tempo dopo una pandemia e un’estate di incendi.La politica, i partiti, le parrocchie si  diano un obiettivo: amare la il creato che brucia e chiede aiuto. Il recovery e i fondi dello stato si utilizzino per riconvertite aree, manutenzionare il verde e puntare sul lavoro nel turismo green e naturalistico come avviene in altre regioni d’Italia a cui non abbiamo nulla da invidiare per biodiversità”.

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni