Addio Charlie, gli Stones ieri hanno perso il ritmo 

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Era nato anche lui il 2 giugno. Se n’è andato ieri a 80 anni.

Se Don McLean nella sua celeberrima “American Pie” parla del “day the music died”, il giorno in cui la musica morì, riferendosi all’incidente aereo dei ’59 in cui persero la vita Buddy Holly, Ritchie Valens e Big Bopper,  ieri si potrebbe dire che è stato “the day the rhythm died”, il giorno in cui è morto il ritmo.

Perché è morto Charlie Watts, batterista storico dei Rolling Stones, la rock band più longeva e famosa di sempre. La band che aveva nel ritmo, anzi nei ritmi diversi e originali che guidavano le song un elemento distintivo e portante.

Watt era il meno trasgressivo, il meno “tossico”, il meno “personaggio” del gruppo ma forse proprio per questo ne era il collante artistico e umano (dice Keith Richards e se lo dice lui…). La sua batteria era jazz, ma anche tipicamente rock, sovente estremamente pop. Era il ritmo di Charlie, il ritmo inconfondibile degli Stones. Per ricordarlo vi propongo la mitica “Miss You”, che di ritmo ne aveva tanto e speciale.

Forse ieri sono finiti anche gli Stones. 

Addio Charlie, nel cielo dei drummer ti avranno accolto come il migliore.

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