[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/vydym4wh9Qo”][vc_column_text]
Pare fosse italiana e il suo soprannome fosse “Cat” la donna, a occhio molto stronza, evocata in una delle più, giustamente, celebri song del rock: “Hotel California”. E insomma questa nostra connazionale, di cui però non è stata mai resa nota l’identità (ammesso che esistesse davvero), pare facesse andare fuori di testa Don Henley, il batterista-cantante del gruppo. Il testo è piuttosto ermetico e psichedelico, nel senso che a far andare fuori di testa i ragazzi non era solo Cat ma anche una buona dose di sostanze varie che andavano forte verso la metà degli anni ’70. L’Hotel forse è un vero albergo, forse è una condizione esistenziale di quegli anni in cui tutto pareva possibile.
Welcome to the Hotel California
(Benvenuto all’Hotel California)
Such a lovely place
(Un luogo così amabile)
Plenty of room at the Hotel California
(Ci sono tante camere all’Hotel California)
Any time of year you can find it here
(Puoi trovarne libere in ogni stagione)
Her mind is Tiffany twisted
(Lei è und donna avida)
Shès got the Mercedes bends
(Ha un Mercedes Benz)
Shès got a lot of pretty, pretty boys
(ha un sacco di ragazzi molto molto belli)
That she calls friends
(che lei chiama amici)
How they dance in the courtyard
(Loro ballano nel cortile)
Sweet summer sweat
(Dolce estate sudata)
Some dance to remember
(Alcuni danzano per ricordare)
Some dance to forget
(Alcuni ballano per dimenticare)
E che dire di più? Che l’assolo iniziale di chitarra è uno dei più celebri mai suonati? Che dire?
Welcome to the Hotel California![/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











