[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/P1MrPOniCPk”][vc_column_text]Paolo Ciarchi, autore della musica, racconta che in una pausa delle prove in teatro s’era messo a strimpellare con accanto Dario Fo.
E ragionavano su “Ho visto un re” e su un’aria di una vecchia canzone dell’Amiata, ma non riuscivano a quagliare. Passava di lì uno “di quelli di Piadena” (che prima di essere il leggendario “Duo” pare fossero in quattro) che li sentì borbottare “ho visto un re… ho visto un re” e d’istinto chiese “Sa l’ha vist cus’e`?” e da lì nacque tutta la straordinaria canzone portata al successo da Enzo Jannacci – stralunato, spaesato, stupito al punto giusto – protagonista di grandi duetti con Dario Fo come quello che vi propongo nel video della song di oggi.
“Ho visto un re” è un caso originalissimo di una nuova canzone diventata quasi subito “vecchia canzone popolare”, come se non fosse stata scritta nel ’68 ma un secolo prima, ed è diventata una sorta di standard per quell’area di teatro e musica milanese che in quegli anni inventava il cabaret e lo mescolava con la musica: da Cochi e Renato all’immenso Gaber per arrivare, scendendo per li rami fino a Paolo Rossi.
E’ una song irridente e profonda, che a risentirla oggi rischia d’essere quasi d’attualità, basta sostituire Re, Vescovo, Imperatore (il ricco si può lasciare) con i potenti d’oggi.
Ah beh, si beh, ah beh, si beh.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











