Nel cielo canta lo spirito di George The Best

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/VrUoDdS8lBc”][vc_column_text]Certamente pochi a pochi di voi dice qualcosa il nome di Norman Greenbaum, e solo a qualcuno in più evocano qualcosa “Doctor and the Medics”. Si tratta del cantautore americano e primo cantante e del gruppo che ha portato a successo “Spirit in the sky”, song della fine degli anni 60 rilanciata poi dalla band inglese negli anni 80 e indissolubilmente legata a un calciatore, George Best, i cui supporter la cantavano all’Old Trafford e nostalgicamente la cantano ancora nei pub solo con una piccola modifica al testo. L’originale dice che quando morirò andrò e mi seppelliranno andrò in un posto che è il migliore (When I die and they lay me to rest I’m gonna go to the place that’s the best), la versione della curva dice che alla fine andrò ad ubricarmi con George Best” (I’m gonna go on the piss with George Best!”).

E d’altro canto che fare con un genio del pallone, alcolista e fimminaro che ha lasciato serpentine e gol leggendari e una serie di frasi celebri e scorrettissime la più nota delle quali è indubbiamente:  ““Ho speso gran parte dei miei soldi per donne, alcol e automobili. Il resto l’ho sperperato”. 

La sua memoria dissoluta come le note di questa canzone salgono verso lo spirito del cielo.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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