Volevamo una vita piena di guai, che non si sa mai, ma noi e Vasco non pensavamo spericolata così

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Song of the day di Toi Bianca”][vc_video link=”https://youtu.be/CVRspuvw1cI”][vc_column_text]Arrivò penultimo Vasco a quel Sanremo del 1983 quando con la sua voce strascicata, forse un po’ fatta, presentò “Vita Spericolata”. (Penultimo nell’anno in cui vinse Tiziana Rivale e arrivò seconda Donatella Milani, di cui certo tutti ricordate le discografie complete).

E insomma il mantra di alcune generazioni esplose su quel palco, incompreso dalla giuria, come spesso accaduto a Sanremo, con l’aspetto spaesato di un trentunenne emiliano che ci cantava più o meno tutti, tutti noi che volevamo una vita che non è mai tardi, di quelle che non dormi mai. 

Tutti noi che 37 anni dopo avremmo avuto una vita spericolata, mascherata, piena di guai, di quelle che non si sa mai. Ma non come l’avevamo pensata, perché negli anni ‘80 le epidemie non c’erano, o le avevamo dimenticate, o le avevano solo in Africa o in Asia, insomma lontano.

Grandissimo Vasco, profetico suo malgrado.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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