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Bioraffineria Eni a Priolo: al via l’iter per la riconversione del sito industriale

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Il progetto prevede anche un impianto per il riciclo chimico delle plastiche con tecnologia Hoop di Versalis. Il termine dei lavori è previsto entro la fine del 2028

Eni ha avviato l’iter autorizzativo per la valutazione di impatto ambientale relativa alla trasformazione del sito industriale di Priolo. La notizia arriva dopo che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha rilasciato la procedibilità dell’istanza per la realizzazione di una bioraffineria e di un impianto di riciclo chimico delle plastiche con tecnologia Hoop di Versalis.

Il progetto prevede l’utilizzo dell’area attualmente occupata dall’impianto etilene di Versalis, che sarà gradualmente smantellato, e di un’area limitrofa.

La nuova bioraffineria: biocarburanti da scarti

La bioraffineria di Priolo sarà la seconda in Sicilia dopo quella di Gela, attiva dal 2019. Avrà una capacità produttiva di 500mila tonnellate all’anno e sarà alimentata principalmente da residui e scarti di origine vegetale, grassi animali e oli vegetali.

L’impianto produrrà biocarburanti HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) per il trasporto stradale, marino e ferroviario, e SAF-biojet per il settore aereo. Il termine dei lavori è previsto entro la fine del 2028.

L’impianto Hoop per il riciclo chimico della plastica

Accanto alla bioraffineria sorgerà l’impianto Versalis Hoop, basato su una tecnologia proprietaria di Eni per il “riciclo chimico” tramite pirolisi di rifiuti in plastica mista da imballaggio.

Questo impianto avrà una capacità produttiva di 40mila tonnellate all’anno, con una produzione stimata di circa 32.000 tonnellate annue di olio da pirolisi, che potrà essere riutilizzato come materia prima.

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