Il vicepresidente dei senatori Dem presenta un’interrogazione orale urgente. I dati choc: nel 2026 già 22 morti nelle carceri italiane. “C’è una responsabilità per condotta omissiva se non si blocca il traffico di sostanze”
Cosa sta succedendo dietro le sbarre del penitenziario di Augusta? È la domanda che il senatore siracusano Antonio Nicita, vicepresidente del Gruppo PD a Palazzo Madama, rivolge direttamente al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Con un’interrogazione a risposta orale, il parlamentare democratico ha acceso i riflettori sui recenti fatti di cronaca avvenuti nella casa di reclusione di Augusta (Brucoli), dove la situazione sembra essere precipitata.
«Nel giro di quindici giorni – sottolinea Nicita nell’atto ispettivo – due detenuti sono morti nelle rispettive celle». Un doppio lutto ravvicinato che ha allarmato i sindacati della Polizia Penitenziaria e ora la politica. Secondo quanto riportato, le cause dei decessi potrebbero essere riconducibili a overdose da sostanze stupefacenti, un’ipotesi investigativa attualmente al vaglio degli inquirenti che confermerebbe la facilità con cui la droga circola nei bracci.
Nicita non si limita al caso siracusano, ma inquadra la vicenda in un contesto nazionale drammatico. I dati citati nell’interrogazione disegnano una curva in salita per i decessi in carcere:
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2016: 115 decessi complessivi;
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2025: 241 decessi;
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2026 (primi mesi): già 22 morti registrati.
A questo si aggiunge il boom dei sequestri di droga negli istituti: circa 65 chilogrammi nell’ultimo anno, con la diffusione di nuove sostanze sintetiche e modalità di occultamento sempre più sofisticate che mettono a dura prova il personale di sorveglianza.
Il senatore Dem richiama anche la giurisprudenza recente: una pronuncia della Corte di Cassazione ha infatti riconosciuto la responsabilità per condotta omissiva colposa dell’amministrazione penitenziaria in un caso di decesso legato all’ingresso di stupefacenti.
«Nonostante questo, continua l’inerzia del Ministero – conclude Nicita – in un quadro ancora caratterizzato da sovraffollamento e carenze di organico, con particolare riferimento agli istituti siciliani».
L’interrogazione chiede ora al Governo quali misure urgenti intenda adottare per fermare quello che appare come un flusso incontrollato di sostanze illegali e per garantire la sicurezza sanitaria dei detenuti.








