“Convocazione frettolosa, sindaci non possono solo obbedire. Chiediamo confronto pubblico”
SIRACUSA – Dura presa di posizione dell’opposizione di centrosinistra sulla costituzione della società mista Aretusacque Spa per la gestione del servizio idrico provinciale. PD, Movimento 5 Stelle, AVS e Lealtà e Condivisione, attraverso i consiglieri Piergiorgio Gerratana, Paolo Mirabella, Seby Zappulla e Carlo Gradenigo, denunciano una “repentina accelerazione” che “preoccupa più che altro”.
Convocazione frettolosa e mancanza di trasparenza
“La convocazione frettolosa risulta sospetta se non si mette i sindaci nella condizione di condividere con i cittadini le fondamentali scelte che riguardano nomi e governance per la gestione del servizio idrico in provincia di Siracusa”, affermano i consiglieri di opposizione.
L’accusa è diretta: “La trasparenza è importante per una società chiamata a gestire milioni di euro dei siracusani per più decenni”.
Dubbi sulla governance
I rappresentanti dell’opposizione si interrogano sui meccanismi decisionali: “La nebulosa coalizione che ha determinato il risultato nelle elezioni del Libero Consorzio vuole forse calare dall’alto scelte su cui i sindaci non possono far altro che obbedire per non essere commissariati?”.
Appello alla chiarezza
“È bene sgombrare il campo da dubbi sin dalle prime mosse, da cui dipende peraltro il futuro della società”, sottolineano, richiamando l’esperienza passata: “Ricordando come poco fortunata, per usare un eufemismo, fu la precedente gestione provinciale del servizio, bene sarebbe muoversi in purezza estrema, come l’acqua che si deve gestire”.
Richiesta di confronto pubblico
Prima che “un comitato ristretto finisca per decidere per l’intera popolazione provinciale”, l’opposizione invita “l’ATI, il presidente del Libero Consorzio e il sindaco del Comune capoluogo a chiarire in un confronto pubblico le ragioni alla base delle scelte, dei singoli nomi e delle prime mosse in cantiere, in modo tale da non lasciare spazio a dubbi o, peggio, sospetti”.
Il controllo pubblico sull’acqua
“Il controllo pubblico su un bene così prezioso come l’acqua non può essere mortificato o addirittura commissariato”, concludono i consiglieri, ribadendo che “la politica giusta sceglie sempre la trasparenza e di stare dalla parte del cittadino, con azioni e dialogo”.











