La riforma Calderoli ridisegna la mappa dei contributi Fosmit: in Sicilia 218 enti beneficiari, ma Carlentini è fuori. Il Sindaco Stefio: “Chiederò immediatamente un incontro con l’assessore Sammartino”
Una “tagliola” burocratica che rischia di lasciare il segno. La nuova geografia dei Comuni montani, tracciata dalla legge 131/2025 promossa dal ministro Roberto Calderoli, scuote gli equilibri degli enti locali siciliani (nonché i nervi dei primi cittadini). Se a livello regionale il bilancio numerico appare in attivo, per la provincia di Siracusa la notizia è amara: Carlentini viene ufficialmente depennata dall’elenco, perdendo così l’accesso ai preziosi finanziamenti del Fosmit (Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane).
Il nuovo assetto cancella una distinzione che reggeva dal 1952. La riforma ha eliminato la categoria dei comuni “parzialmente montani”, applicando criteri rigidi basati esclusivamente su altimetria e pendenza.
In Sicilia, il numero dei centri riconosciuti sale da 173 a 218, ma la redistribuzione dei fondi — una partita da circa 15 milioni di euro per l’Isola — vede l’uscita di scena di realtà storiche. Mentre province come Caltanissetta ed Enna festeggiano nuovi ingressi in massa, nel siracusano si registra un isolamento istituzionale che preoccupa gli amministratori locali.
Uscire dall’elenco dei Comuni montani non è solo una questione di “etichetta”. Per i centri esclusi significa rinunciare a una media di 88 mila euro annui per ente, fondi che nel biennio precedente sono stati vitali per:
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Viabilità: Manutenzione e miglioramento delle strade comunali e intercomunali.
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Trasporti: Acquisto di scuolabus e mezzi per il trasporto degli anziani.
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Sociale: Reti di inclusione e valorizzazione del patrimonio culturale.
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Sicurezza: Implementazione di sistemi di videosorveglianza.
La mappa dei nuovi “montani” in Sicilia
Ecco come cambia la geografia nelle province limitrofe e nel resto dell’Isola:
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Catania: Esce Calatabiano, ma entrano centri popolosi come Mascalucia, Viagrande, San Pietro Clarenza e Caltagirone.
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Ragusa: Nessuna variazione nel plateau ibleo.
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Messina e Trapani: Le province più colpite. Messina perde perle come Taormina e Giardini Naxos; Trapani vede l’esclusione di quasi tutte le sue mete turistiche, da Erice a San Vito Lo Capo, fino alle isole di Pantelleria e Favignana.
Il sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio: “Una vergogna, ecco cosa succede ad avere i leghisti al governo”
“Quanto accaduto è vergognoso, un risultato inevitabile quando al governo si ha un leghista, io non mi spiego come possano esistere leghisti al governo anche in Sicilia”.
Giuseppe Stefio, primo cittadino di Carlentini, è letteralmente un fiume in piena. La notizia dell’esclusione di Carlentini dall’elenco dei comuni montanti, e quindi dalle preziose risorse Fosmit non è stata presa bene dal sindaco che però non ha intenzione di restare con le mani in mano.
“La prima bozza di questa legge vedeva esclusi molti comuni del nord e per questo è stata rivista. Il paradosso è che mentre la platea in Sicilia si allarga, il territorio di Carlentini si vede penalizzato ingiustamente, così come i suoi agricoltori, allevatori e pescatori, esclusi da una scelta di evidente stampo nordista” – continua Stefio.
“Chiederò immediatamente un incontro all’assessore regionale Luca Sammartino, compagno di partito di Calderoli, per intervenire con urgenza – ha concluso Stefio – l’assessore ci deve mettere la faccia, deve venire a Carlentini e spiegare ai nostri allevatori e agricoltori perché il ministro Calderoli ha deciso di danneggiarli e cosa ha fatto o ha intenzione di fare lui per evitarlo“.







