Ispezionate sei aziende agricole in sinergia con i veterinari dell’Asp. Una cinquantenne denunciata per ricettazione: trovati animali di altre scuderie
Tolleranza zero contro le irregolarità nel settore dell’allevamento e massima attenzione alla tracciabilità degli animali. È il bilancio di una vasta operazione di controllo condotta dai Carabinieri della Compagnia di Noto, in stretta sinergia con il personale del Servizio Sanità Animale dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP).
I militari hanno passato al setaccio ben sei aziende agricole del territorio netino, con l’obiettivo primario di verificare la tutela della salute pubblica, garantire il benessere animale e contrastare il fenomeno degli equini non in regola.
L’ispezione, incentrata sulla corretta identificazione anagrafica di sessantatré capi e sul rigido rispetto delle normative sanitarie vigenti, ha fatto emergere uno spaccato preoccupante. Le numerose violazioni riscontrate hanno fatto scattare l’immediato blocco delle movimentazioni per gli animali, il sequestro dei capi non in regola e una pioggia di sanzioni amministrative per un importo complessivo che supera i 25.000 euro.
Il dato più allarmante riguarda la massiccia assenza di documentazione e la gestione “fantasma” di molti esemplari. Ecco nel dettaglio le irregolarità contestate dagli ispettori:
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Senza documenti: Ben 26 cavalli sono risultati sprovvisti del documento di accompagnamento o del passaporto, documenti essenziali per l’autorizzazione alla movimentazione e per le attestazioni sanitarie.
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Animali fantasma: 5 equini sono risultati totalmente privi di identificazione anagrafica e altri 5 senza la prescritta denuncia di nascita.
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Spariti nel nulla: 5 cavalli, regolarmente censiti in banca dati, sono risultati fisicamente assenti durante l’ispezione all’interno dell’azienda.
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Fuori sede: Altri 2 cavalli sono stati rintracciati in Comuni completamente diversi rispetto a quelli dove erano ufficialmente registrati, senza che fosse stata effettuata la prevista comunicazione alle autorità.
L’operazione non si è limitata agli illeciti amministrativi, ma ha avuto anche pesanti risvolti penali. Durante le verifiche, i Carabinieri hanno denunciato a piede libero per il reato di ricettazione una donna di 50 anni, titolare di una delle aziende agricole ispezionate.
All’interno della sua proprietà, infatti, le forze dell’ordine hanno rinvenuto 4 cavalli appartenenti di fatto ad altre aziende e, soprattutto, dodici passaporti equestri risultati essere oggetto di furto o smarrimento.






