l sovrintendente INDA Pitteri: “Più lunga del solito ma anche più bella. In produzione il cortometraggio “Voci e Passioni”
PALAZZOLO ACREIDE — Più di cento scuole provenienti da tutta Europa, oltre un mese di spettacoli, il ritorno delle scenografie e un cortometraggio che racconterà emozioni, incontri e passione. Ha preso ufficialmente il via la trentesima edizione del Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani di Palazzolo Acreide, uno degli appuntamenti culturali più longevi e identitari dedicati al teatro classico e alle nuove generazioni.
Ad inaugurare il festival è stata una “Lisistrata” intensa e coinvolgente, seguita da una rappresentazione originale ispirata all’Odissea di Omero messa in scena da un liceo di Corinto, ospite della manifestazione grazie al gemellaggio culturale con la città siciliana.
A raccontare il valore dell’iniziativa è stato il sovrintendente dell’INDA, Daniele Pitteri, che ha sottolineato la dimensione internazionale e partecipativa dell’edizione 2026.
«È un festival molto importante, molto ricco e particolare — ha spiegato —. Ci sono oltre cento scuole provenienti da diversi Paesi europei che partecipano a questa edizione che infatti dura più di un mese, è molto più lunga del solito ma anche molto più bella del solito».
Tra le novità di quest’anno anche il ritorno delle scenografie teatrali, affidate all’artista Toni Fanciullo, elemento che restituisce ancora più forza visiva agli spettacoli ospitati nel suggestivo scenario del teatro greco di Palazzolo Acreide.
Ma il festival guarda anche al linguaggio cinematografico. Durante i trenta giorni della manifestazione verrà infatti girato un cortometraggio dedicato all’esperienza dei giovani protagonisti. Il progetto, intitolato “Voce e Passione”, unirà cinema e teatro coinvolgendo direttamente gli studenti.
«È un modo interessante di far dialogare diverse istituzioni culturali che operano sul territorio di Siracusa e provincia — ha aggiunto Pitteri —. Le scuole saranno protagoniste anche di questo racconto cinematografico».
Il cuore pulsante della manifestazione resta però l’entusiasmo dei ragazzi. Giovani provenienti da città e culture diverse che si incontrano attraverso il teatro classico, trasformando i testi antichi in uno strumento vivo di confronto e crescita.
«La cosa più bella — conclude il sovrintendente — è vedere questo straordinario entusiasmo dei ragazzi. Per loro è un’emozione stare su questi palcoscenici ma anche confrontarsi con gli altri. Sono molto bravi e credo che traggano grande stimolo dalle esperienze che vivono qui».
Il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani si conferma così non solo un evento culturale, ma un laboratorio europeo di formazione, dialogo e comunità, capace di unire tradizione classica e linguaggi contemporanei nel cuore della Sicilia.








