Quando Ann non sopportava la pioggia

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/A09GZeORYlo”][vc_column_text]Perché Roma è una delle città più verdi del mondo? Perché ha tanti alberi ognidove, parchi, ville? Perché in confronto a Roma Parigi, Londra, Berlino sembrano spoglie periferie tutte cemento?
Ci saranno indubbiamente ragioni storiche e culturali importanti, ma io che da 20 anni a Roma ci vivo penso che la ragione principale di questa proliferazione di alberi, piante, erba sia soprattutto una: la pioggia.
Perché a Roma piove, piove assai, piove a lungo, piove che quando gli prende non la finisce più per settimane, mesi a volta, piove a catinelle ma anche ad “assuppaviddano”, a goccioloni che ti entrano nel collo e ti scendono per la schiena, a nebbiolina impalpabile. Ma comunque piove, a Roma piove assai.
Ieri è venuta giù tutto il giorno, e la previsioni sono di quelle che ti indurrebbero a stare a casa sul divano col plaid e la tazza di te e i biscottini a rivederti in loop la serie di Zerocalcare. E insomma allora ho pensato di fare song piovose finchè dura la pioggia.
E comincio da un classicissimo degli anni 70: “I Can’t Stand the Rain”, una song di Ann Peebles una cantautrice americana, cantata poi da tanti fra cui, con una versione memorabile, Tina Turner.
La canzone racconta di una donna che ricorda il suo uomo da cui s’è separata:

I can’t stand the rain
(Non sopporto la pioggia)
Against my window
(contro la mia finestra)
Bringing back sweet memories
(che mi porta dolci ricordi)
I can’t stand the rain
Non sopporto la pioggia
Against my window
(contro la mia finestra)
Cause he ain’t here with me
(Perché non è qui con me)

Il ritmo in qualche modo evoca il gocciolare piovoso. La song è un classicissimo e a me la versione originale che vi propongo piace molto.
Oggi prendo la macchina che è meglio.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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