Aggiornato al 28/03/2026 - 12:05
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Portualità

Riforma delle Autorità portuali, Assoporto Augusta alza la voce: “Serve una visione condivisa”

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Il polo marittimo siracusano chiama a raccolta gli operatori contro l’accentramento del Governo. Marina Noè: “La Sicilia è pronta a guidare il dibattito nazionale”

Ampliare il dibattito sul futuro delle Autorità portuali e fermare le decisioni calate dall’alto, coinvolgendo attivamente quegli operatori e quelle associazioni di categoria che, ad oggi, non si sentono pienamente partecipi della riforma approvata dal Consiglio dei Ministri nel dicembre 2025.

È questa la chiara e forte richiesta emersa dal vertice promosso da Assoporto Augusta, andato in scena ieri nel salone “Rocco Chinnici” del Palazzo di Città. Un incontro strategico che candida il polo portuale siracusano a capofila di una mobilitazione per la tutela dell’economia del mare siciliana.

Il tavolo tecnico ha rappresentato un momento di confronto cruciale per analizzare l’evoluzione del quadro normativo, che dovrà ora passare al vaglio del Parlamento. A testimoniare la centralità del porto megarese è stata la massiccia adesione degli stakeholder.

A fare gli onori di casa sono stati il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare, e l’assessore al Porto, Tania Patania. Con loro, una folta rappresentanza del tessuto economico e sindacale siracusano e siciliano:

  • Istituzioni e authority: Rappresentanti dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale e dello Stretto, MariSicilia e Capitaneria di porto.

  • Associazioni datoriali: Confindustria Siracusa, Confindustria Sicilia e Messina, Confcommercio Sicilia, Ansep, Wista Catania, Propeller club Catania.

  • Sindacati: Cgil Siracusa e Ragusa, Fit-Cisl Siracusa e Ugl Catania.

  • Operatori: Numerosi delegati provenienti non solo da Augusta, ma anche da Catania, Messina, Ragusa e Pozzallo.

Nel corso degli interventi è emersa una diffusa preoccupazione per una riforma che appare generare troppa incertezza. A tracciare la linea è stata la presidente di Assoporto Augusta, Marina Noè, che ha richiamato i principi della storica legge 84 del 1994.

“La legge 84/94 puntava su autonomia e concorrenza tra porti – ha dichiarato la presidente Noè – mentre la riforma in discussione sembra orientarsi verso un maggiore accentramento e una strategia unitaria nazionale. Si tratta di un’impostazione che presenta criticità e potenziali contraddizioni”.

Per Assoporto, l’Italia, con i suoi 8.000 km di costa, è una naturale piattaforma logistica nel Mediterraneo. “Queste criticità devono essere affrontate attraverso un confronto aperto e partecipato con tutti gli attori del sistema per garantire che la riforma risponda alle reali esigenze del settore”, ha aggiunto Noè.

L’incontro di Augusta non si è limitato alle critiche, ma ha gettato le basi per una proposta concreta, raccogliendo osservazioni per costruire una posizione condivisa che tenga conto delle specificità del nostro territorio.

“È necessario sottrarsi alla logica della rapidità delle decisioni per favorire un approfondimento serio” ha concluso la presidente di Assoporto. L’associazione procederà ora alla redazione di un documento di sintesi che sarà presentato ai parlamentari regionali e nazionali siciliani. L’obiettivo è chiaro: far sì che le istanze del polo siracusano e siciliano trovino adeguata e forte rappresentanza a Roma durante l’iter parlamentare.

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