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Servizio idrico

SIAM: “I nostri operatori cacciati da piazza Archimede mentre controllavano la rete idrica”

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La campagna di verifiche è prevista dal 5 al 12 giugno. “Un comportamento che intralcia il monitoraggio e ha un costo per l’azienda”

A una settimana dalla fine della propria gestione del servizio idrico, SIAM si trova ad affrontare un episodio insolito: gli operatori incaricati dei controlli sulla rete idrica di Ortigia e della Borgata sarebbero stati allontanati da alcuni esercenti di piazza Archimede mentre eseguivano verifiche sui pozzetti.

“Siam comunica che, nonostante siamo a circa una settimana dalla cessazione della nostra gestione in proroga del servizio idrico (scadenza il 15 giugno), l’azienda continua a prestare la massima attenzione alla rete e ai suoi problemi.

Nello specifico, nei giorni scorsi, abbiamo incaricato una società esterna specializzata allo scopo di eseguire una campagna di misure, controlli e verifiche strumentali finalizzata all’accertamento delle condizioni di esercizio della rete idrica H24 nei quartieri della Borgata e di Ortigia, nonché alla ricerca di eventuali perdite occulte.

Un’attività prevista dal 5 al 12 giugno e preventivamente comunicata agli enti interessati, per via della necessità di garantire l’accesso ai mezzi e al personale tecnico, in qualsiasi fascia oraria, anche nelle aree soggette a Zona a Traffico Limitato (ZTL) dell’isola di Ortigia.

Un’attività programmata nell’unico interesse dell’utenza e del regolare funzionamento del servizio, ma che evidentemente alcuni utenti non gradiscono, visto che, nella giornata di sabato 6 giugno, gli operatori incaricati hanno riferito di essere stati cacciati via, mentre alzavano i pozzetti siti in piazza Archimede, da alcuni esercenti della zona, infastiditi dalla loro presenza e dal loro lavoro.

Un comportamento che, oltre ad avere un costo per l’azienda, intralcia le attività di monitoraggio fondamentali per garantire la regolarità del servizio idrico in questi giorni.

Ci auguriamo che tali episodi non si ripetano e che agli operatori sia consentito svolgere il proprio lavoro, che risponde all’interesse della collettività.”

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