La conferenza stampa indetta oggi dall’area del PD di Siracusa a sostegno di Alessandro Dierna ritiene sì concluso il congresso, ma con il risultato iniziale che includeva anche i voti online poi oggetto di ricorso, quindi con lo stesso Dierna che si considera Segretario Comunale
Il clima alla conferenza stampa indetta per oggi alle 16 alla presenza dei Giovani Democratici, il “quasi” Segretario cittadino Alessandro Dierna e la presidente dell’assemblea provinciale del PD Renata Giunta era, per così dire, “sereno ma non troppo”. Ai nostri microfoni infatti, Dierna ha stigmatizzato il comportamento dell’area facente capo a Bruno Marziano, autore del ricorso poi vinto contro il voto online, ma soprattutto ha confermato che ad oggi nessun atto ufficiale ha confermato l’accoglimento di quel ricorso, se non “mail scambiate con tono amichevole” certamente non ufficiali.
In virtù di questa convinzione, Dierna si ritiene al momento ancora il Segretario Comunale eletto, sebbene non ancora proclamato.
Di partito plurale e pluralista ha parlato poi Renata Giunta, convinta che la dialettica sia alla base della vitalità del PD ma pur sempre nel rispetto di tutti e non solo di una parte, con le regole che se vengono accettate da tutti poi non possono essere manovrate a piacimento. “Il PD è il partito di tutti, non di una comitiva di amici” ha ribadito.
Conferma infine la linea dura Niccolò Monterosso, presidente dei Giovani Democratici del PD, che ritiene poco corretto lo svolgimento del congresso proprio nei confronti dei giovani fuori sede per motivo di studio o lavoro che, grazie al voto online, avrebbero potuto dare il loro contributo. “Hanno detto che siamo stati strumentalizzati – ha ribadito Monterosso – ma in realtà è evidente che ci troviamo di fronte all’applicazione di puro opportunismo politico. Forse abbiamo ancora molto da imparare – ha concluso il presidente dei GD – ma magari possiamo pure insegnare, nel nostro piccolo, un po’ di onestà politica.”
Gerratana “si fa vivo” con una lettera aperta
“Adesso si tratta di ripartire.” Con questo spirito, Piergiorgio Gerratana, segretario del Partito Democratico provinciale, si rivolge agli iscritti con una lettera aperta al termine del congresso del PD a Siracusa. La missiva fa il punto su un percorso complesso, condanna un grave episodio di violenza e traccia la rotta per il futuro, lanciando un appello finale per i referendum dell’8 e 9 giugno. C’è da dire che fino ad oggi il segretario non era intervenuto nel dibattito sul congresso cittadino, cosa che ha provocato un certo malumore diffuso.
Un processo congressuale complesso
Gerratana ricorda il punto di partenza: un partito provinciale reduce da un commissariamento (per il quale ringrazia il Sen. Nicita) e da sei mesi di vacanza dopo le dimissioni dell’ex segretario Prof. Adorno. “Molti circoli, la gran parte, non si riunivano da anni, altri erano inesistenti,” scrive. La scelta di celebrare prima il congresso provinciale e poi quelli di circolo è derivata dalla “necessità di dotare il partito dell’organizzazione necessaria” per gestire i congressi locali, spesso in assenza di risorse e sedi.
Il processo, spiega Gerratana, ha seguito le regole del congresso regionale su richiesta del PD Sicilia, con l’On. Nico Stumpo come Commissario ad Acta e il Dott. Giacomo d’Arrigo come delegato per l’organizzazione nella provincia di Siracusa.
Condanna per l’aggressione a Pachino e appello all’unità
Nel ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile il voto (dal Presidente CPC Giacomo D’Arrigo ai volontari), Gerratana non manca di “condannare, anche ai sensi del Codice Etico, gravi episodi di aggressione fisica che si sono manifestati nei confronti del segretario del circolo di Pachino, cui va la nostra piena solidarietà.” “Siamo l’unico partito che sa coniugare pluralismo e competizione elettorale, con toni anche aspri e duri, ma sempre nel rispetto della dignità delle persone e della condanna di ogni violenza,” afferma.
Gerratana invita poi a superare le divisioni interne: “Va rifiutata, per rispetto dei nostri iscritti e dei nostri eletti, la visione sterile e antica di un Risiko provinciale in cui si associano ai diversi circoli diverse bandierine d’area o di corrente, perché una volta eletti, coloro che assumono la responsabilità di organizzare la vita di un circolo rappresentano l’intera comunità.”
Il futuro: ballottaggi, Feste dell’Unità e referendum
Conclusa la fase congressuale, si guarda avanti. Gerratana ha proposto che nei circoli che andranno al ballottaggio, le assemblee si svolgano “entro un mese dal voto avvenuto” per favorire il dialogo e soluzioni unitarie. “Dopo i congressi resta il Partito al quale tutte e tutti apparteniamo,” scrive, “una comunità che deve ricercare sempre l’unità […] preparando l’alternativa alle destre.”
Per questo, annuncia che chiederà ai circoli di “tornare a organizzare le feste dell’Unità a partire dal mese di luglio e fino a ottobre.”
Infine, un appello urgente: “Mancano poche ore al Referendum. Rivolgo un appello a fare ogni sforzo per portare più gente possibile a votare ai REFERENDUM dell’8 e 9 giugno, ai quali il PD voterà 5 Sì.”





