Sulla vicenda del canile “Piccolo panda” il comune di Siracusa non può regolarizzare i pagamenti dovuti a chi gestirebbe il rifugio per cani in quanto l’associazione “Amici per la Natura” avrebbe continuato a mantenere il servizio senza alcun titolo. Questo è quanto si evince da una nota in cui l’assessore comunale competente, Cosimo Burti, sottolinea che la vicenda giudiziaria in atto ha impedito all’Amministrazione di tenere una regolare gestione, “non avendo potuto assumere alcun onere senza un legittimo vincolo contrattuale, come peraltro confermato dal giudice ordinario nel contenzioso civile tuttora in corso”.
Nella nota, l’Assessore alla Tutela degli animali e fauna urbana ricorda che la vicenda legale risale allo scorso anno: dopo un esposto-denuncia dell’amministrazione comunale per interruzione di pubblico servizio, il canile venne posto sotto sequestro giudiziario in quanto il gestore dell’epoca non aveva consentito un regolare passaggio di consegne a un altro soggetto individuato dal Comune con ordinanza sindacale, provocando un oggettivo turbamento della indifferibile funzione di pubblico interesse perseguita dall’Ente.
“Mentre non conosciamo ancora le motivazioni tecniche del dissequestro, non ancora recapitato all’Amministrazione – aggiunge Cosimo Burti – appare quantomeno eccessiva la soddisfazione espressa dall’associazione ‘Amici per la natura’, che nel suo comunicato non ha dato altrettanto risalto al decreto di citazione a giudizio emanato dalla Procura della Repubblica, il 5 giugno scorso. Con esso, il pubblico ministero rinviava gli atti al tribunale penale con l’imputazione a carico del rappresentante legale di ‘Amici per la natura’ per turbativa della regolarità del servizio e occupazione indebita del canile”.
“Sarà quindi ancora l’autorità giudiziaria, nei prossimi mesi, a esprimersi in via definitiva sulle eventuali responsabilità nella vicenda – si conclude la nota di Burti – rispetto alla quale il Comune è certamente estraneo”.












