La titolare di un noto supermercato di Ortigia racconta la paradossale storia: “ho messo a disposizione dei cestini per la differenziata a turisti e passanti che poi smaltisco nei miei carrellati, ma una lattina fuori posto mi è costata 160 euro”
Che Siracusa sia la città delle contraddizioni è ormai cosa piuttosto nota. Un posto incantevole ma spesso trascurato, con un centro storico tra i più belli al mondo ma da molti visto come caotico e disorganizzato.
Se poi l’argomento diventa la gestione dei rifiuti, più che di paradossi in questo caso si può direttamente parlare di due città: da una parte quella sotto i riflettori, più curata e con la raccolta differenziata verificata e regolare, dall’altra quella sorta di “regno di mezzo” dove per comodità tornano i cassonetti indifferenziati e dove le discariche abusive sono all’ordine del giorno.
L’episodio, accaduto intorno alle 16 di ieri pomeriggio, in una tiepida domenica di inizio settembre, rispecchia perfettamente questo anomalo paradosso nella gestione dei rifiuti in città.
Protagonista una nota esercente di Ortigia che, con l’intento di diminuire l’abbandono di rifiuti da parte soprattutto dei turisti, decide di mettere a disposizione dei cestini per la raccolta differenziata, specificata in molte lingue. Al termine della giornata, i rifiuti vengono poi conferiti nei propri mastelli e, per quanto possibile, anche eventuali errori di conferimento dei turisti vengono differenziati manualmente per attenersi come giusto alle regole.
La solerte Polizia Ambientale di Siracusa decide proprio quel pomeriggio di controllare la suddetta attività e individuando una lattina fuori posto, provvede ad erogare una sanzione di 160 euro.
“Interessante notare come il comune di Siracusa disponga al momento in gran parte della città di cestini senza la possibilità di differenziare correttamente – ricorda l’imprenditrice – mentre noi abbiamo almeno provato a sensibilizzare i turisti. Prendiamo atto di questa sanzione che ovviamente pagheremo – conclude – ma come conseguenza provvederemo a rimuovere i cestini al più presto.”
Nulla da dire alla solerzia dell’agente, che in fondo compie soltanto il proprio dovere, ma sentire una simile storia nella città del ritorno dei cassonetti dovrebbe far suscitare almeno una riflessione, forse anche amara.











