Il coordinamento provinciale di Sinistra Futura torna a denunciare il vuoto finanziario che tiene fermo il cantiere del nuovo ospedale
Il prezziario per i lavori pubblici non è aumentato nel 2026, e questo evita un aggravio di almeno quindici o venti milioni di euro sul costo già stimato del nuovo ospedale di Siracusa. La notizia è positiva, e Sinistra Futura la riconosce senza riserve. Ma il coordinatore provinciale del partito, Antonino Landro e il segretario regionale Pippo Zappulla, avverteno che il sollievo non può bastare a coprire un problema che resta aperto: mancano ancora 172 milioni di euro per raggiungere i 420 complessivi necessari a bandire la gara, costruire la struttura e dotarla delle strumentazioni sanitarie.
Il punto è che il prezziario viene aggiornato ogni anno. Se quei fondi non vengono sbloccati in tempi brevi, il rischio è che al prossimo aggiornamento i costi riprendano a salire, vanificando in parte la buona notizia di oggi. Per questo Sinistra Futura chiede che si passi dalle dichiarazioni ai fatti.
La copertura finanziaria mancante segue un percorso preciso: la Regione Siciliana ha chiesto che il 95% del finanziamento sia a carico dello Stato e il restante 5% a carico regionale, in applicazione dell’articolo 20 della legge 67 sull’edilizia ospedaliera. Ma questo provvedimento, stando a quanto denuncia il partito, non risulta ancora assunto né deliberato. “Invece di dichiarazioni rassicuranti”, scrivono Zappulla e Landro, “i parlamentari nazionali che si autocelebrano dicano al territorio perché non c’è ancora e perché.”
C’è poi una seconda questione, che Sinistra Futura considera altrettanto urgente: l’autorizzazione nazionale per la realizzazione di un ospedale di secondo livello. Il decreto Balduzzi fissa criteri precisi e vincolanti per il riconoscimento di questa qualifica, e non è detto che Siracusa riesca ad ottenerla senza un impegno politico esplicito e documentato a livello nazionale. Il timore del partito è che dietro il continuo rimbalzo di responsabilità tra Roma e Palermo si nasconda qualcosa di più sostanziale: la mancanza di volontà politica nel riconoscere alla città e alla provincia di Siracusa una struttura di quel livello.











