L’Alcesti di Euripide diretta e interpretata da Filippo Dini, con le musiche dal vivo di Paolo Fresu, ha inaugurato la 61esima stagione di rappresentazioni classiche al Teatro Greco
La cavea del Teatro Greco era gremita e il pubblico ha risposto con una lunga ovazione. Con l’Alcesti di Euripide per la regia di Filippo Dini si è aperta la 61esima stagione di rappresentazioni classiche dell’INDA, che torna a fare del teatro antico di Siracusa uno dei luoghi più vivi del teatro italiano. Prima che lo spettacolo iniziasse, il presidente dell’INDA Francesco Italia, il consigliere delegato Marina Valensise e il sovrintendente Daniele Pitteri hanno annunciato dal palco il programma della stagione 2027, dal 7 maggio al 27 giugno: Le Troiane di Euripide per la regia di Theodoros Terzopoulos nella traduzione di Alessandro D’Avenia, Filottete di Sofocle per la regia di Luca Micheletti nella traduzione di Walter Lapini, e Uccelli di Aristofane per la regia di Davide Livermore — presente in teatro — nella traduzione di Mauro Bonazzi.
A costruire l’Alcesti 2026 è stato Filippo Dini, che ha firmato la regia nella traduzione di Elena Fabbro e ha interpretato il ruolo di Ferete. Le musiche originali sono di Paolo Fresu, eseguite dal vivo nella serata di debutto dal celebre trombettista. “Ciò che ho composto per Alcesti è l’esternazione del canto interiore che diviene coreutico. Un suono puro che si addiziona e che esplode amplificando i sentimenti”, ha detto Fresu. La scena di Gregorio Zurla è una grande villa che racconta, secondo la nota di regia, l’animo vuoto di un proprietario più dedito all’adorazione di sé e delle cose che possiede che allo spirito. I costumi sono di Alessio Rosati, i movimenti di Alessio Maria Romano, il disegno luci di Pasquale Mari.
Nel cast Deniz Ozdogan nel ruolo di Alcesti, Aldo Ottobrino in quello di Admeto, Denis Fasolo come Eracle, Alessio Del Mastro nei panni di Apollo, Luigi Bignone come Thanatos, Sandra Toffolatti come Ancella e Bruno Ricci come servo. Il coro è guidato da Carlo Orlando e vede la partecipazione degli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico. “Penso alla tragedia di Euripide e non posso non pensare, oggi, al percorso della donna nella storia, dall’inizio dei tempi ad oggi, alla sua evoluzione, alle sue tragiche morti quotidiane, alla sua possibilità di tornare indietro dall’orrore”, ha dichiarato Dini.
La produzione, realizzata in coproduzione con il Teatro Stabile del Veneto, resterà al Teatro Greco fino al 6 giugno, per poi partire in tournée: al Teatro Grande di Pompei il 3, 4 e 5 luglio, al Teatro Romano di Ostia Antica il 17 e 18 luglio, e al Teatro Romano di Verona il 17 e 18 settembre per l’Estate Teatrale Veronese.
Stasera, alle 19, è atteso il secondo debutto della stagione con la prima dell’Antigone diretta da Robert Carsen nella traduzione di Francesco Morosi.







