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Polemiche

Vicenda Conci Carbone, (quasi) tutta Forza Italia a difesa del capogruppo Marino

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La senatrice Ternullo dura con il capogruppo: “Atteggiamenti inaccettabili”. Ma i coordinamenti cittadini insorgono: “Solo una strumentalizzazione politica”

Il caso delle presunte offese di genere scoppiato durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Siracusa apre una profonda e rumorosa crepa interna a Forza Italia. Se nelle ore immediatamente successive allo scontro la vicepresidente dell’Aula, Conci Carbone, aveva incassato la solidarietà trasversale dei colleghi, la reazione del partito fondato da Silvio Berlusconi si è divisa in due blocchi contrapposti, tra scuse ufficiali da Roma e barricate difensive a livello locale.

Ad aprire il fronte critico è la vicecapogruppo di Forza Italia al Senato, Daniela Ternullo, che ha preso nettamente le distanze dal comportamento del capogruppo cittadino Leandro Marino.

La parlamentare ha condannato senza mezzi termini l’episodio, definendo le parole pronunciate in Aula come un attacco offensivo e sessista che non rispecchia l’identità liberale della forza politica.

La senatrice azzurra ha voluto inviare un messaggio di vicinanza istituzionale alla vicepresidente del consiglio comunale siracusano, richiamando l’ordine cittadino al rispetto dei valori fondanti del movimento.

“Voglio rivolgere le mie scuse personali e sincere alla Presidente Carbone – ha dichiarato la senatrice Daniela Ternullo –. Nessuna donna dovrebbe mai essere offesa o sminuita in ragione del proprio genere, men che meno all’interno delle istituzioni pubbliche. Questi comportamenti non rispecchiano i valori di Forza Italia, un partito che crede fermamente nella dignità della persona e nella parità. Certi atteggiamenti non apparterranno mai alla nostra cultura politica”.

La rivolta del partito locale: “Vittimismo che indebolisce le donne”

Di tutt’altro avviso la dirigenza siracusana del partito, che ha fatto quadrato attorno al capogruppo Marino, respingendo l’ipotesi della discriminazione e contrattaccando sul piano della dialettica d’aula.

Secondo Alessandra Barbone, commissaria cittadina di Forza Italia e consigliera comunale, l’accento sulle discriminazioni di genere sarebbe stato cavalcato per ottenere visibilità mediatica e screditare gli avversari.

La tesi difensiva della struttura territoriale di Forza Italia a Siracusa:

  • L’invito ai video: la richiesta di visionare le registrazioni integrali della seduta per valutare i fatti con maggiore equilibrio e lucidità;

  • Il rifiuto del vittimismo: l’analisi secondo cui l’identificazione costante con una condizione di vittima rischi di indebolire l’autorevolezza politica delle donne;

  • Il merito del dibattito: l’accusa alla presidenza di aver utilizzato la questione femminile come scudo per distogliere l’attenzione dalle distrazioni e dai ritardi amministrativi contestati in quel momento da Marino.

A consolidare la linea della sezione locale sono intervenute le note congiunte di Azzurro Donna e Forza Italia Giovani Siracusa, firmate dalle responsabili Valeria Balestrazzi e Marta Messina.

I movimenti collaterali ammettono che il confronto abbia assunto toni accesi e che alcune espressioni usate dal capogruppo possano essere risultate inopportune, ma escludono categoricamente la matrice sessista.

La critica mossa da Marino, secondo i giovani azzurri, riguardava esclusivamente l’operato istituzionale e la gestione dell’ordine all’interno del dibattito consiliare.

Trasformare una contestazione tecnica in uno scontro ideologico tra uomini e donne, conclude la nota locale, svuota di significato le reali discriminazioni che le donne subiscono ancora oggi nella società.

Il consigliere Leandro Marino, sentito sull’argomento, non ha dubbi: “Ho sempre difeso in aula le donne e ho profondo rispetto. Evidentemente ho infastidito la presidente per le mie precedenti parole sull’incompetenza dell’amministrazione e degli assessori; il mio rispetto viene meno solo verso chi ha atteggiamenti a dir poco squallidi, specie in aula.”

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