Fials e Federazione Medici denunciano: “A rischio la salute dei cittadini”. L’assessore alla Salute Faraoni ammette la “grande difficoltà” e annuncia la necessità di una riorganizzazione complessiva
“Il servizio di emergenza-urgenza 118 in Sicilia vive un momento di grande difficoltà”. È l’ammissione dell’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, che interviene dopo il duro allarme lanciato dai sindacati Fials and Federazione Medici del Territorio sulla cronica carenza di personale a bordo delle ambulanze.
L’allarme dei sindacati: “Equipaggi depotenziati, a rischio la salute dei cittadini”
In una nota congiunta, i sindacati hanno denunciato una situazione critica: “I mezzi di soccorso, a causa della carenza di personale, sono costretti spesso a uscire con un solo autista soccorritore e un medico o un infermiere, mentre la normativa prevede che l’equipaggio debba essere formato da almeno tre elementi”.
Questo “depotenziamento” degli equipaggi, scrivono i sindacati, comporta “gravi ripercussioni” sia sulla responsabilità professionale del personale, sia sulla qualità e tempestività dei soccorsi, mettendo a rischio la salute dei cittadini. Per queste ragioni, Fials Sicilia e la Federazione Medici hanno richiesto un’audizione urgente alle commissioni Salute e Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana.
La conferma dell’assessore Faraoni: “Mancano 180 medici”
L’assessore Faraoni ha confermato le criticità, parlando di “problemi innegabili” dovuti alla “carenza cronica di medici d’urgenza su tutto il territorio nazionale”, a cui si aggiungono le assenze estive. “Dobbiamo lavorare a una riorganizzazione complessiva dei servizi di emergenza,” ha dichiarato.
I numeri sono allarmanti: in Sicilia, su 590 medici che dovrebbero essere impiegati nelle ambulanze, ce ne sono circa 410, con una carenza di 180 unità. Molti medici, infatti, preferiscono la medicina di base e gli ultimi bandi di reclutamento per l’emergenza territoriale sono andati per lo più deserti.











