Aggiornato al 30/07/2025 - 18:27
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Sicilia, Galvagno, chiuse le Indagini per corruzione e peculato: l’opposizione chiede le dimissioni

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La Procura di Palermo conferma le accuse al presidente dell’Ars. Sinistra Italiana, AVS e Controcorrente: “Ha il dovere morale di dimettersi subito”

La Procura di Palermo ha concluso le indagini a carico del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno, confermando le due accuse di corruzione e peculato già formulate nei suoi confronti. La notizia ha riacceso il dibattito politico, con l’opposizione che torna a chiedere le dimissioni del vertice dell’Ars.

L’atto di chiusura delle indagini mantiene ferme le contestazioni originarie nei confronti di Galvagno. Secondo la Procura, emergerebbero condotte che configurerebbero un utilizzo improprio di risorse pubbliche per finalità private, circostanza che costituisce il fulcro delle imputazioni per corruzione e peculato.

Le indagini hanno riguardato una serie di episodi che, secondo l’accusa, dimostrerebbero un modus operandi consolidato nell’impiego di fondi e strutture pubbliche. La conclusione dell’attività investigativa rappresenta ora il passaggio necessario per l’eventuale rinvio a giudizio del presidente dell’Ars.

Il presidente dell’Assemblea Regionale ha reagito alla notizia della chiusura delle indagini con dichiarazioni sui social network, sostenendo di essere soddisfatto per quella che ha definito l’esclusione di riferimenti a “indebite utilità percepite a titolo personale” dai capi di accusa.

Questa ricostruzione viene però contestata dall’opposizione, che sottolinea come le accuse di peculato e corruzione si basino proprio sulla contestazione di condotte finalizzate al conseguimento di vantaggi personali attraverso l’uso di risorse pubbliche.

Il giorno precedente alla chiusura delle indagini, Galvagno aveva dichiarato che non riteneva fosse il momento di parlare di dimissioni, una posizione che ha suscitato reazioni critiche da parte delle forze di opposizione.

Sinistra Italiana, Alleanza Verdi e Sinistra, insieme al deputato regionale Ismaele La Vardera di Controcorrente, hanno rinnovato la richiesta di dimissioni immediate del presidente dell’Ars. La posizione è stata espressa congiuntamente da Pierpaolo Montalto, segretario regionale di Sinistra Italiana/AVS, da La Vardera in qualità di portavoce di Controcorrente, e dai co-portavoce di Europa Verde Sicilia Fabio Giambrone e Alessandra Minniti.

“Noi le dimissioni di Gaetano Galvagno le abbiamo già chieste e continuiamo a farlo”, hanno dichiarato i rappresentanti dell’opposizione, precisando che la loro posizione non si basa sull’esito delle indagini, ma sulla necessità di fermare quello che definiscono uno spreco di risorse pubbliche fondamentali per il territorio siciliano.

“Con tutti i problemi che affliggono la nostra isola, ci servono istituzioni credibili che operino per il bene comune”, affermano i rappresentanti dell’opposizione, che vedono nelle dimissioni di Galvagno un passaggio necessario per restituire autorevolezza all’Assemblea Regionale.

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