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"Fuoco amico"

Bufera nel PD di Pachino, Ricupero all’attacco di Iacono: “Si dimetta dal direttivo, è una pedina”

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L’esponente dem risponde al “fuoco amico”: “La mia espulsione è un pretesto superato. Iacono non rappresenta chi lo ha sostenuto al congresso, a cui ho contribuito in modo determinante”

Non si placano le tensioni all’interno del Partito Democratico di Pachino. Con una nota al vetriolo, l’esponente dem Emiliano Ricupero risponde alle critiche e lancia un duro attacco frontale a un altro membro del partito, Iacono, arrivando a chiederne le dimissioni dal direttivo cittadino.

“Non ho alcuna intenzione di alimentare ulteriori polemiche inutili e sterili”, esordisce Ricupero, che però va subito al cuore del problema.

“La mia espulsione? Un pretesto superato usato dal fuoco amico”

Ricupero lamenta l’uso strumentale di una sua passata espulsione dal partito. “È un argomento che viene puntualmente rispolverato ogni volta che i miei avversari esauriscono gli argomenti politici”, afferma. “Certo, non avrei mai immaginato che anche il cosiddetto ‘fuoco amico’ arrivasse a utilizzare tali strumentalizzazioni. Questo mi dispiace, ma ne prendo atto”.

L’esponente dem rivendica la sua appartenenza e il suo peso politico: “Continuo a rappresentare un gruppo che ha un peso politico ed elettorale concreto. Lo abbiamo dimostrato sia al congresso provinciale, sia con la candidatura di Sonia Dugo alla segreteria cittadina”.

L’attacco a Iacono: “Ruolo non meritato, si dimetta”

L’affondo più duro è rivolto a Iacono, di cui Ricupero mette in discussione la legittimità all’interno del direttivo. “Chi parla a titolo personale dovrebbe interrogarsi sulle modalità con cui oggi è interprete di un ruolo che, a mio avviso, non è stato né conquistato né meritato“.

Ricupero ricorda il suo ruolo nel passato: “A quei tempi non ero considerato un reietto, ma un amico che ha contribuito in modo determinante a costruire una posizione utile nel direttivo, posizione che altrimenti non sarebbe mai stata raggiunta”.

Per queste ragioni, la richiesta è netta: “Ritengo sarebbe un gesto di onestà e di coerenza che Iacono rassegnasse le dimissioni dal direttivo, riconoscendo di non rappresentare coloro che lo hanno sostenuto al congresso cittadino”.

La chiusura è una stoccata finale: “Quando ci si presta a fare da pedina nelle mani di altri, questi sono i risultati: polemiche, divisioni e inutili litigi. Tutto il resto è noia”.

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