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Verso la società mista

Aretusacque, Fratelli d’Italia non ci sta: “Metodo inaccettabile, si rinviino le convocazioni”

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I sindaci e i coordinamenti del partito denunciano una “forzatura” per costituire la società mista anche senza i primi cittadini. Chiesta la sospensione dell’iter e un tavolo ANCI

“Metodo e tempi inaccettabili per una scelta che riguarda l’acqua pubblica”. È durissima la presa di posizione dei Sindaci e dei coordinamenti di Fratelli d’Italia in provincia di Siracusa, che esprimono “forte perplessità” sulle modalità di costituzione della società mista Aretusacque S.p.A. e chiedono il rinvio delle convocazioni fissate per il 28 luglio.

“Una forzatura per aggirare i sindaci”

Il partito contesta la convocazione di due riunioni sovrapposte per lunedì 28 luglio, una da parte del presidente dell’ATI e l’altra da parte del Commissario ad acta. “In una sola giornata,” denuncia FdI, “si vorrebbero nominare organi societari, approvare patti parasociali, determinare compensi e sottoscrivere l’atto costitutivo con il socio privato, senza alcun confronto preventivo né condivisione politica tra i Comuni”.

Ancora più grave, secondo Fratelli d’Italia, è la previsione contenuta nella convocazione commissariale, che introduce la possibilità di “procedere alla costituzione della società anche in assenza dei sindaci, mediante decreti sostitutivi”. Un approccio che, secondo il partito, “rischia di configurarsi come una forzatura amministrativa e una compressione dei processi democratici locali”.

Le richieste di Fratelli d’Italia

Di fronte a questo scenario, Fratelli d’Italia avanza tre richieste precise:

  1. Il rinvio delle convocazioni del 28 luglio.
  2. La sospensione immediata dell’iter sostitutivo previsto in caso di assenza dei sindaci.
  3. La convocazione urgente di un tavolo ANCI con tutti i Comuni della provincia, per condividere un percorso realmente partecipato e trasparente.

“Una gestione così delicata e strategica come quella del Servizio Idrico Integrato,” conclude la nota, “non può essere trattata come un mero adempimento tecnico. L’acqua è un bene comune, non può essere oggetto di accelerazioni calate dall’alto o di meccanismi oscuri”.

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