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Siracusa, Acqua pubblica, si rompe l’unità tra sindaci, Stefio: “Clima mai visto”

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Il primo cittadino di Carlentini denuncia la frattura nell’assemblea dei sindaci dopo il mancato accoglimento della sua proposta di partecipazione civica

Ecco il primo scossone causato dall’acqua: il sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio del Partito Democratico, ha abbandonato la riunione per la costituzione della società mista Aretusacque spa, fissata per oggi, sbattendo la porta.

«Non avevo mai registrato – ha raccontato a caldo Stefio – questo clima all’interno della comunità dei sindaci – fino a questo momento i primi cittadini della provincia abbiamo sempre condiviso all’unanimità tutte le responsabilità, oneri e onori».

Per la prima volta, dunque, almeno negli ultimi otto anni di mandato di Stefio, il sindaco di Carlentini registra una frattura significativa nel rapporto tra i “colleghi” della provincia di Siracusa.

Al centro della controversia una richiesta che Stefio definisce “di principio democratico”: l’inserimento nel comitato di sorveglianza del presidente del forum dell’acqua pubblica, figura che secondo il proponente «ha dimostrato – ha sottolineato Stefio – di rappresentare una parte importante della nostra comunità». L’obiettivo era dare voce ai cittadini affinché potessero verificare la regolarità delle attività attraverso un loro rappresentante.

La proposta prevedeva che l’incarico fosse svolto a titolo gratuito, come preannunciato dallo stesso sindaco dei democratici che aveva indicato Acquaviva per questo ruolo. Tuttavia, la richiesta è stata respinta all’unanimità dagli altri membri del tavolo.

«I cittadini – è la protesta di Stefio – sono coloro i quali in questo momento sono gli spettatori paganti di tutta questa vicenda, perché là dentro c’eravamo i protagonisti non paganti ma fuori ci sono i cittadini paganti che aspettano risposte da parte nostra».

Il sindaco ha concluso il suo intervento con una considerazione polemica sulle future decisioni del tavolo: «Ora – è la provocazione di Giuseppe Stefio – poi fatevi dire quali sono le indennità che questo tavolo senza la mia presenza avrà stabilito per dare ai componenti e che ognuno si assuma la propria responsabilità».

La costituzione della società che gestirà l’acqua pubblica non nasce sotto una buona stella, anzi, era già partita tra le polemiche di Fratelli d’Italia che avevano chiesto non solo il rinvio della convocazione odierna, ma anche la sospensione immediata dell’iter sostitutivo previsto in caso di assenza dei sindaci e a convocazione urgente di un tavolo Anci con tutti i Comuni della provincia, per condividere un percorso realmente partecipato e trasparente.

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