Albatro ancora ferma, lo sfogo di Gianluca Vinci. Che non è solo il figlio del coach del roster siracusano impegnato nella massima serie della pallamano maschile. Ma anche uno dei giocatori più importanti, di quelli che ad inizio stagione ha dovuto già convivere con la sosta forzata a causa di un lungo infortunio e oggi, a mettere l’atleta ko è stato… il Covid. Sono una decina i giocatori colpiti dal virus, fatto che ha costretto l’Albatro al rinvio delle ultime due gare di campionato (Merano e Molteno) e alla ripresa nel 2021. Non prima, però, che gli atleti tornino negativi per riprendere gli allenamenti.
Ma Vinci però, oggi si è lasciato andare ad uno sfogo attraverso social, in quanto da quasi venti giorni chiuso in casa senza sapere quali siano esattamente le procedure e l’assistenza per chi colpito da Covid.
“Il 4 dicembre scorso – dice – dopo aver effettuato i tamponi rapidi con la squadra a seguito di alcuni casi di positività, la società decide di farci effettuare i tamponi molecolari. Risultato: 6 positivi. Pochi giorni dopo altri ragazzi iniziano ad avere sintomi lievi e il numero si allarga. E arriviamo a ben 17 positivi”.
“Detto ciò ogni settimana veniamo chiamati a fare i tamponi di controllo: al primo risultiamo tutti ancora positivi, mentre al secondo qualcuno inizia ad essere negativo. Ci tengo a precisare che la maggior parte siamo stati bene ma ovviamente lo spavento è stato tanto. Il 20 dicembre faccio il secondo tampone e il 22 ricevo tramite e-mail l’esito del tampone: ancora positivo. Ma senza alcuna nuova convocazione per il tampone”.
“C’è chi mi ha detto che dopo i 21 giorni di quarantena sarò rilasciato anche se positivo. C’è chi mi dice che continuerò a fare i tamponi di controllo. Ciò che mi fa rabbrividire però è altro: l’Asp come può abbandonare persone positive al Covid in un momento come questo, senza monitorare la situazione del malato?”.
“Fortunatamente io sto bene, ma mettetevi nei panni di una persona che si fa prendere dal panico per la situazione in cui si trova. Non c’è un competente con cui potersi sfogare o farsi dare delle rassicurazioni sulla malattia. E in tutto ciò il direttore generale Asp continua a dichiarare che la situazione è sotto controllo”.











