Priolo (quasi) a terra: “Senza campo potremmo traslocare”

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Priolo (quasi) a terra: “Senza struttura saremo costretti a traslocare”. Un grido d’allarme figlio di una attesa lunga diverse settimane. Il sodalizio siracusano che milita nel girone D del campionato di Promozione gioca e si allena al “De Simone” da inizio stagione. Perché a Priolo manca una struttura ad hoc e prima dello stop causa Covid in società si sono chiesti se fosse stato il caso di andare avanti in questo modo. Oppure pensare ad un trasferimento di titolo visto che la società attende risposte, sull’impiantistica sportiva a Priolo, che tardano ad arrivare.

E ad alzare la voce, stavolta, è stato lo storico dirigente Nino Barresi: “I motivi sono essenzialmente legati alla mancanza di una struttura a Priolo. Giochiamo ormai da più di 10 anni le nostre gare casalinghe fuori, sballottati tra un paese ed un altro della provincia. Non ci sono tempi certi per la realizzazione di un impianto e non c’è nemmeno un progetto per il nuovo stadio”.

Il Priolo aveva iniziato bene la stagione, guidato dall’esperto Roberto Regina (qui uno scorcio di carriera da calciatore nei professionisti) tanto da assestarsi al secondo posto. E con un solo punto di distacco dalla prima con una gara in meno. Ma il malcontento rimane per una situazione oramai cronica: “Pur provando a comprendere in qualche modo le motivazioni che si sono susseguite negli anni legate a problemi tecnici o burocratici – dice ancora Barresi – non comprendiamo come mai non si sia pensato di realizzare la struttura in un’area diversa dal campo ex Feudo. Area che sappiamo essere vincolata dalla presenza della cenere di pirite”.

“Le società e i giovani aspettano ormai da troppo tempo – chiosa il dirigente -. Negli ultimi mesi abbiamo avuto contatti con amministratori di alcuni paesi del territorio che vorrebbero il trasferimento del nostro titolo. E con relativo cambio di denominazione, mettendoci a disposizione nuovissime strutture considerando che non hanno squadre nelle medesime categorie. Ci stiamo pensando”.

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