milva siracusapress

Addio fantastica Milva-Jenny, la tua galera ha lasciato la città

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/Rd7QDvOO5_A”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Mi piace ricordarla così Milva che ieri se n’è andata. Mi piace ricordarla che canta Brecht, in quella ”Opera da tre soldi” in cui si respira l’atmosfera culturale della Germania di Weimar e che è uno dei capolavori teatrali e letterari del ‘900. E la splendida, volitiva Milva ci restituisce tutta la rabbia e il sogno beffardo della Jenny, sguattera e prostituta di strada, che immagina l’arrivo in porto della nave pirata e il rastrellamento di tutti coloro i quali la maltrattano e la considerano una donna infima. Jenny sogna che i pirati le portino davanti gli uomini, gli aguzzini della sua esistenza e le chiedano chi deve essere ucciso e lei risponda “tutti” prima si salire sulla sua nave pirata, “la galera di Jenny” e andar via.

L’incontro fra Milva e Strehler condusse la cantante verso i ruoli brechtiani e la canzone “Jenny dei Pirati”, capolavoro del drammaturgo e del musicista Kurt Weill, ci regala “la pantera di Goro” in un’interpretazione di incredibile intensità e talento.
Grazie Milva, che il lungo sonno ti sia lieve.

Buon ascolto e visione, e buon 25 aprile (che oggi Brecht ci sta a pennello).[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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