[vc_row][vc_column][vc_column_text]…struggente primavera che tarda ad arrivare[/vc_column_text][vc_video link=”https://www.raiplay.it/video/2021/03/Sanremo-2021-terza-serata-Colapesce-e-Dimartino—Povera-Patria–fb5c7ec2-a05c-4e1e-a98b-8a1b2ec7822a.html”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Sono sincero, la canzone in gara dei nostri beniamini Colapesce&Di Martino, per i quali tifiamo a prescindere, non mi ha travolto. Spero vincano perché sono “nostri” e perché comunque in giro non mi pare di aver sentito né “Volare”, né “Caruso”, né “Via del Campo”.
Ma verso l’una e qualcosa di venerdì notte mi sono emozionato e sono stato orgoglioso di loro, per la scelta della cover, bella e dura, per il coraggio identitario di siciliani che rivendicano la nostra arte (del sommo Battiato) e il nostro dolore che quella poesia, nata dal rifiuto civile della corruzione dei politici e della violenza delle strade, ha raccontato con tanta forza da farla diventare poi la “messa da requiem”, sottofondo insistito e dolente delle immagini delle stragi di mafia che pochi mesi dopo l’uscita di questo brano (è della fine del ’91) insanguinarono l’anima dei siciliani e degli italiani.
Poi, come tutte le canzoni immense, “Povera patria” sembra scritta ieri per oggi. Perché mai come quest’anno “la primavera intanto tarda ad arrivare”. E quando si è sentita la voce di Battiato intonare quell’ultima mesta e bellissima frase mi sono emozionato davvero. A 63 anni, solo, sul divano, davanti la tv, dentro la svogliata notte romana.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











