[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/1vhFnTjia_I”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Imperscrutabili le strade che collegano la musica al pallone. Come per oblique e misteriose vie il “po popopopo po” dei White Stripes diventò l’inno-mantra dell’Italia vittoriosa ai mondiali del 2006, per altrettanto casuali e poderosi sentieri collettivi, l’Inghilterra ieri notte è volata in finale degli europei sulle note di “Sweet Caroline”.
Si tratta di una famosa canzone del 1969 di Neil Diamond, celeberrimo cantante americano, quello di Solitary Man, diventata “Se perdo anche te che” di Morandi, o di “I’m a believer”, diventata “Sono Bugiarda” della Caselli, tanto per fare due esempi. Ma fino a qualche settimana fa Diamond con l’Inghilterra calcistica non aveva niente a che fare, esattamente quanto gli interpreti di “Seven Nation Army” erano estranei all’Italia del pallone. E invece, forse perché “Sweet Caroline” è una tipica canzone da karaoke, forse perché l’hanno sentita cantare sul pullman dai calciatori, forse per caso la song è diventata l’inno del tifo inglese in questi europei che domenica si chiuderanno con una sfida eccezionale per noi e per loro.
Il testo è una sdolcinatissima dichiarazione d’amore a Carolina, ma questo non c’entra niente col calcio che però, con le sue misteriose sinapsi culturali e popolari, ha reso questa song un benaugurante allegro e corale inno nazionale.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











