[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][vc_video link=”https://youtu.be/azpJd-dzV4k”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Se non siete a Roma non lo potete capire, o forse sì, che la primavera canta in tutti i luoghi. Ma qui a Roma oggi canta con la seduzione che solo questa città sa offrire, in mezzo ai suoi enormi difetti, alla sua fragorosa maleducazione, al suo caos perfetto e immutabile, qui a Roma oggi la primavera è un’esplosione di fiori rosa sugli alberi delle vie secondarie che tortuose seguono itinerari antichi, e quella luce che li investe con iattanza splendente. Anche la gente in fila dal panettiere per il casatiello regolamentare e al supermercato saccheggiando i prosecchi in offerta e gli Aperol anche falsi, anche loro, tutti, sono come storditi dal travolgente vento di primavera.
E così mentre attraversavo le nuvole di fiori rosa nella mia strada del nobile quartiere Trieste-Africano ho pensato a lui, alla più straordinaria e tenorile voce del rock italiano, ho pensato a Francesco Di Giacomo che con il suo Banco del Mutuo soccorso intonava questo “Canto di primavera”. Lui bassino, grasso, stempiato, l’antitesi del divo rock maledetto che andava in quegli anni – che so Robert Plant o Iggy Pop, icone sessuali oltre che musicali – ma lui, appena dispiegava la sua voce morbida e potente, rotonda e sinuosa, diventava il più bello di tutti e il suo canto di primavera è insuperabile:
“La primavera è altro che un cielo chiaro
È grandine veloce sui tuoi pensieri
Ti cresce all’improvviso dentro la testa
E scopri che hai bisogno di questo sole
E non ti fa paura la sua allegria
Ma ti sorprende come una malattia
Arriva all’improvviso, arriva come il mare
e non sai mai da dove
Arriva come il mare, arriva all’improvviso
e non sai mai da dove”.
Mi è arrivata all’improvviso stamattina la primavera, sull’armonia delle note del Banco.
Buona Pasqua e Buona Primavera.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











