[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/9jNLYCudQW4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Oggi siamo in territorio di pietre miliari, capolavori ineguagliabili, song che dopo di loro la musica non è stata più uguale.
“Thick as a Brick”, letteralmente “spesso come un mattone”, ma è un modo di dire che si potrebbe tradurre “duro di comprendonio”, è il titolo di un album ma anche di una canzone perché tutto l’LP in effetti è una sola canzone divisa in due parti perché inevitabilmente i dischi avevano due lati (allora il lato B non era il sedere delle ragazze, ma il secondo lato di un album).
E insomma “Thick as a Brick” è uno dei capolavori della stagione d’oro dei Jetro Tull, la band di quel genio di Jan Anderson che con la sua intelligenza, il suo flauto e la sua chitarra costruiva atmosfere le cui sonorità sono un marchio di fabbrica degli anni ’70. Prima della song odierna per intenderci i Jetro avevano fatto “Aqualung” dove c’era la canzone che dava il titolo all’album e la famosa “Locomotive Breath”.
“Thick as a Brick” è la summa della fantasia, del virtuosismo strumentale di Anderson, del talento compositivo del gruppo, delle atmosfere del decennio e della musica senza tempo.
Buon ascolto.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][/vc_column][/vc_row]











