amy siracusapress

Potremo mai dimenticare la tua “Rehab”? No No No

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/KUmZp8pR1uc”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Nel 2007 sei apparsa nelle nostre vite. Magari per qualcuno c’eri già, ma per noi, cittadini banali del mondo banale sei apparsa nel 2007 per sparire 4 anni dopo.

Sei apparsa a me un giorno in tv in una di quelle folgorazioni musicali di cui parlo spesso, quelle che mi fanno restare tipo San Paolo col cavallo di Caravaggio di Santa Maria del Popolo, quelle epifanie che mi fanno capire che nel mio mondo s’è aggiunta una stella. E quella stella era bellissima, di una bellezza spettinata e orgogliosamente corrotta, in quel video dove dentro un appartamento lei recitava la sua stupenda litania dell’irriducibile ripetendo infastidita il suo “no, no, no” alla riabilitazione dall’alcool. Era sconvolgentemente musicale, inevitabilmente unica, assolutamente nuova per me quella strana ragazza con una cofana di capelli neri, un neo a sinistra sul labbro superiore, le gambe magre, gli occhi truccatissimi che cantava accompagnata da una band di musicisti in pigiama che suonavano in un appartamento disordinato e intrigante.

Amy Winehouse se n’è andata a 27 anni come tutte le stelle del rock che la cabala musicale ha destinato all’immortalità precoce, ha fatto una serie di belle canzoni indimenticabili. Ma per me resterà sempre la dea canora col neo sul labbro superiore e le gambe magre che a chi voleva salvarla rispondeva “no, no, no”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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