[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/Y3ywicffOj4″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Si chiamava “Radio Il Diario” e trasmetteva sugli 88,300 Mhz da uno scantinato del Park Hotel. Io che, come tutti i miei coetanei a un certo punto, ho fatto il deejay radiofonico avevo una mia trasmissione che credo si chiamasse “Rock on” o qualcosa del genere. Una palla micidiale: fra una canzone e l’altra, pensando che facesse figo, elencavo tutti i componenti del gruppo e cosa suonavano e a volte facevo anche dissertazioni musicali che plagiavo da “Ciao 2001” o dalle copertine degli album. Insomma in quegli anni, 77-78 mandavo in onda questa song “Dreams” dei Fletwood Mac, band che prima non conoscevo ma che nel ’77 produsse un album “Rumours” che è fra i più venduti della storia (oltre 40 milioni di copie) e che rimase per mesi e mesi in testa alle classifiche di mezzo mondo.
La antica tentazione di raccontarvi i componenti del gruppo e cosa suonavano è forte ma la rifuggo. Vi dico solo che anni e anni dopo ho scoperto che erano loro, i Fletwood, gli autori di “Black Magic Woman” che incisero nel ’68 nel disinteresse generale e che poi Santana fece diventare una pietra miliare del pop.
Anche Dreams è una richiesta, mi arriva da Gianni D’amico, mio amico di una vita, in quegli anni movimentati frequentavamo “La Sapienza” e facevamo anche tante altre cose.
E comunque se i Fletwood hanno venduto tanti milioni di copie non è stato un caso.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











