[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/jdI3uSjKE34″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]“Perché a vent’anni si è stupidi davvero” canta giustamente Guccini e io nel ’77 avevo 20 anni (oddio non è che successivamente mi sia evoluto significativamente), facevo l’università a Roma e considerai questa canzone profetica e dal pregnante spessore politico solo un allegro inno agli spinelli. Ma che volete era appunto il ’77 non so se avete presente, “la Sapienza” occupata, gli indiani metropolitani, Kossiga con la cappa e le due S scritte come le ss naziste, le manifestazioni, le pistole, né con lo stato né con le Br, Luciano Lama cacciato dall’Università (“fatte na pera, luciano fatte na pera”, e via ricordando.
Insomma non colsi il profondo senso politico di una song dedicata appunto ai “problemi dello stato”, al funzionamento delle istituzioni (“casa mia sembrava quasi il Parlamento”) all’impatto sull’opinione pubblica di talune scelte strategiche (“la gente giudica voi state un po’ in campana”), alla decadenza dei contenitori della vecchia politica (il vizio non è stato mai un Partito sano).
Se invece oggi provate a sostituire “l’hashish legalizzato” con il Mes, o Quota cento, o il Recovery Fund, o il reddito di cittadinanza o la rottamazione delle cartelle esattoriali, potete cogliere la stringente attualità del messaggio della song, perché in fondo questa crisi di governo come tutte le altre crisi di governo “è una storia disonesta e puoi cambiarci i personaggi ma quanta politica ci puoi trovar”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]
Toi Bianca[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











