[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Toi Bianca”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/smwj7ISnwXM”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Una volta tre artisti brasiliani, la cantautrice Marisa Monte, il poeta cantante Arnaldo Antunes e il percussionista Carlinhos Brown, si inventarono un trio e fecero un album, uno solo e poi mai più ma quell’album che ci chiamava come loro, “Tribalistas”, fu un successo planetario innescato da questa song molto brasiliana (cioè dell’idea che ho io delle canzoni brasiliane) e soprattutto bellissima: “Ja sei namorar” che fu il tormentone estivo del 2003.
Il pezzo, guidato dalle percussioni di Brown, dalle armonie di Marisa e dalle parole evocatrici di Antunes, sembra un racconto di Jorge Amado in musica, potrebbe cantarlo “Teresa Batista”, ma anche “Donna Flor”, e pure “Tieta D’Agreste”, ma potrebbe essere l’inno di Quincas l’Acquaiolo una canzone che comincia così:
Já sei namorar
(Già, io so amare)
Já sei beijar de língua
(Già, io so baciare con la lingua)
Agora só me resta sonhar
(Ora non mi resta che sognare)
Sì, sembra davvero di ascoltare un personaggio del vecchio Jorge in un caffè popolare di Salvador da Baja de todos os santos quando li senti cantare:
Não tenho paciência pra televisão
(Non ho pazienza per la televisione)
Eu não sou audiência para solidão
(Non dò ascolto alla solitudine)
Eu sou de ninguém
(Io non sono di nessuno)
Eu sou de todo mundo
(Io sono di tutto il mondo)
E todo mundo me quer bem
(Tutto il mondo mi vuole bene)
E todo mundo é meu também
(E tutto il mondo è anche mio)
Il video – 30 milioni di visualizzazioni – scorre via con i tre artisti che cantano e suonano e immagini di un Brasile tutt’altro che da cartolina, povero ma vivo, vivace, e che vuole essere felice.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











