[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/4wrNFDxCRzU”][vc_column_text]A tutti i “Vincent” l’omaggio grandioso di Don Mclean
Ieri mio figlio Giorgio ha esposto per la prima volta due suoi dipinti in una collettiva inaugurata al Castello dei Conti a Modica. E qui siamo pienamente nel territorio che voi potreste commentare con “esticazzi”.
Ma i figli so’ piezz’e core e io mi sono emozionato tutto.
E tornando in macchina dentro un tramonto della Sicilia di Montalbano ho pensato a una canzone che potesse descrivere l’arte e la testa speciale di certi pittori. E niente, m’è venuta in mente questa song, la famosa “Vincent” di Don Mclean dedicata a Van Gogh e a certi fiori dipinti da mio figlio che somigliano a quelli cantanti dal vecchio Don.
Starry, starry night
(Stellata notte stellata)
Flaming flowers that brightly blaze
(fiori fiammeggianti che luccicano sfavillando)
Swirling clouds in violet haze
(e nubi vorticose in una foschia violetta)
Reflect in Vincent’s eyes of china blue
(si riflettono negl’occhi blu-cina di Vincent)
Colors changing hue
(colori che cambiano tonalità)
Morning fields of amber grain
(Campi di grano abrato al mattino)
Weathered faces lined in pain
(facce consunte, segnate dal dolore)
Are soothed beneath the artist’s loving hand
(sono lenite grazie alla mano amorosa dell’artista)
La song è un capolavoro (quando uscì, nel 71-72, la ballavamo come lento alle feste in casa e non coglievamo il valore culturale mentre abbracciavamo le ragazzine) le “starry night” di Vincent ancora di più.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











