[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/TiWH7GmHH14″][vc_column_text]Leggo che Coez (che si firmava così quando faceva il graffitaro a Roma e s’è tenuto il nickname) sia uno dei meglio della scena musicale italiana attuale. Ma io ne avevo sentito parlare però mentirei spudoratamente se dicessi che mi ricordo come fa una delle sue canzoni, che magari le conosco pure ma non so se sono sue.
Insomma, non lo devo spiegare ai milioni di lettori di questa rubrica, che non sono un critico musicale ma uno che sente la musica in macchina o alla tv, che non sa suonare nemmeno un citofono, e ciò nonostante per oscuri motivi si diverte a scrivere di song (credo molto più di quanto si divertano i milioni a leggermi).
Questa tirata, favorita dal fatto che aspetto mio figlio per calare la pasta e che lui sta ritardando, era per dire che ho sentito un paio di volte in giro questa song “Come nelle canzoni” e m’è parsa subito bella. Cioè rispetto a tante che abbiamo sentito a Sanremo è “Eleanor Rigby” ma non è un gran complimento. Però è scritta bene, col giusto malumore della fine degli amori, con la voglia di mandare tutto e tutti a quel paese che non guasta. Anche il video, girato in una Parigi livida e per niente romantica, con un espediente grafico “rosso” che lo rende originale, è interessante.
Me lo sono segnato Coez. D’ora in poi lo tengo d’occhio e d’orecchio.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











