[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://www.youtube.com/watch?v=aexff90ZWiQ&feature=youtu.be”][vc_column_text]Ogni volta che la sento, penso a lui, Gianni Fornasier, sottotenente dei bersaglieri a Pordenone in quel lontanissimo e bellissimo 1982. Aveva quella che Alex Drastico definirebbe una macchina costruita attorno a una radio potentissima, non aveva niente di militare Gianni, amava i Talking Heads e i Joy Division. Li ascoltavamo fino ad assordarci ma la travolgente Psyco Killer e la cupa martellante Trasmission non si potevano assumere a basso volume. Eravamo in tre: Gianni, Marco de Bosichi ed io, gli ufficiali anarchici del glorioso 3° Battaglione Bersaglieri Cernaia, Divisione Ariete, V° Corpo d’Armata, “in coppa” al Friuli.
Una notte io ero di picchetto, Gianni di Pao e Marco di turno in compagnia: passammo ore e ore nel corpo di guardia a farci le canne e a discutere del mondo e della vita. Calcolammo che se ci avessero beccato avremmo trascorso almeno 10 anni in un carcere militare. Non ci beccarono.
La morte beccò Gianni poco dopo il congedo. Incidente stradale. Chissà cosa s’era fumato e bevuto. O magari era sobrio, chissà.
I Freur (anni dopo cambieranno nome in Underworld e canteranno “Born Slippy”, canzone simbolo di del fulm Trainspotting) nell’’83 incisero questa “Doot Doot” mi ricorda lui, forse l’ho sentita quando ho appreso della sua morte. Non so.
E’ una song meravigliosamente drogata e disperata e libera. Come eravamo noi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











