La più bella piazza della musica italiana con zingari felici ubriachi di luna e di guerra

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[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/_BMsIOe2ryI”][vc_column_text]Claudio Lolli mi scuserà dal cielo dei poeti se ho pensato a lui nel mio noioso quotidiano di cronista dovendo scrivere un pezzo sulla polemica in corso a Siracusa su una piazza in cui un’assessora ha deciso di circondare un’aiuola con i colori della bandiera della pace, scambiati per inno LGTB con annesso abisso di squallore politico e “social”. Mi scuserà se al posto dei suoi zingari felici ho pensato ai politici infelici che hanno aperto, per dirla con lui, “la finestra sbagliata”, e ai politici fraintesi che s’indignarono assai sopravvalutando, sempre per citarti caro Claudio, quelle che erano solo lepri pazze che passarono per la piazza della Repubblica senza capir altro che i propri pregiudizi. 

Mi scuserete anche voi, miei pochi ma affezionati lettori, se per presentare una delle più belle song italiane di tutti i tempi, “Ho visto anche degli zingari felici”, ho fatto sto pistolotto triviale su una querelle straprovinciale su una brutta piazza. Ma la musica pop è così, nasce per la strada e per la strada vive anche quando è pura poesia e meraviglioso sax e ci fa un invito di tutti i colori:

“Riprendiamoci la vita,  la terra, la luna e l’abbondanza”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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