[vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/YyEeRuWmN2Q”][vc_column_text]In realtà Pietro Mennea e Sara SImeoni non sono mai stati rivali alle elezioni, ma per tutti, soprattutto per quelli che non c’erano quando i due erano campioni sportivi, Mennea e la Simeoni sono quelli della song di Samuele Bersani “Che vita”. La canzone è un piccolo gioiello, nostalgico e ironico che pennella la generazione che a cavallo del cambio di millennio (“oggi nel 2002”) s’è ritrovata smarrita,
“forse perché da quella data di settembre
è aumentato il senso corrisposto del sospetto”.
Frase che gronda verità. Nel settembre del 2001 facevo va e viene da Roma in aereo ogni settimana. E davvero dopo l’11 settembre quando salivi a bordo guardavi con sospetto gli altri passeggeri, cercavi la “faccia da terrorista”. Era stupido, lo so, ma inevitabile se avevi negli occhi le immagini delle twin tower.
La song è piena di frasi che sono lampi di memoria e intelligenza:
“A cosa servono i palloni
incastrati sotto le marmitte
A ricordare quando fuori
si giocava fra le 127”
E chi ha giocato nei cortili, noi giocavamo in un condominio in via Filisto, lo sa che i palloni si incastravano sotto le marmitte.
E poi la frase forse più celebre e struggente della song, quella dedicata ai nostri eroi olimpici del 1980 diventati personaggi pubblici – il velocista è stato deputato europeo dal 1999 al 2004 – di inclinazioni politiche forse distanti ma che passeranno comunque alla storia della musica pop con la frase indelebile:
“Pietro Mennea e Sara Simeoni son rivali alle elezioni”.
Oggi siamo tutti azzurratissimi e commossi per le medaglie incredibili conquistate in Giappone. E quindi ‘sta song ci sta precisa.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











